Michela Giuffrida
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Giornalista professionista, “salta” dalla televisione, alla carta stampata al web con grande agilità. Folgorata sulla via del giornalismo enogastronomico, è diventata Sommelier con la Fondazione Italiana Sommelier. Dopo un Master all’Università Sapienza di Roma, ha conseguito il diploma di Cerimonialista professionista. Insegna Comunicazione e storytelling e recentemente è entrata nella squadra di Ferpi, la Federazione Relazioni Pubbliche. Tra le sue tante passioni quella della politica che l’ha portata a Bruxelles come eurodeputato. Per i suoi meriti professionali, il presidente Giorgio Napolitano l’ha nominata Cavaliere della Repubblica.

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“Il gelato è sacro” e Peppe Flamingo ne svela i segreti: ecco perché a volte “nun sà di nenti”

Un libro che è un atto d'amore, ma anche un manifesto alimentare che traccia i contorni di un “Gelato Verace di Origine Siciliana”

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Giornalista professionista, “salta” dalla televisione, alla carta stampata al web con grande agilità. Folgorata sulla via del giornalismo enogastronomico, è diventata Sommelier con la Fondazione Italiana Sommelier. Dopo un Master all’Università Sapienza di Roma, ha conseguito il diploma di Cerimonialista professionista. Insegna Comunicazione e storytelling e recentemente è entrata nella squadra di Ferpi, la Federazione Relazioni Pubbliche. Tra le sue tante passioni quella della politica che l’ha portata a Bruxelles come eurodeputato. Per i suoi meriti professionali, il presidente Giorgio Napolitano l’ha nominata Cavaliere della Repubblica.
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Dimenticate tutto ciò che pensate di sapere sul gelato. Quel cono dalla cima cremosa che consumiamo soprattutto d’estate tra una passeggiata e un selfie, che sa di infanzia e leggerezza, è molto più complesso di quanto sembri. E spesso nasconde un inganno. Parola di Peppe Flamingo

Con “Il gelato è sacro”, il gelatiere di Modica – fondatore del brand Don Peppinu – firma un libro che è prima di tutto un atto d’amore: per la verità, per la qualità, per il cibo che sa di territorio e non di artificio. Ma più che un trattato tecnico, è una dichiarazione d’identità, un viaggio narrato in prima persona attraverso i piaceri e le contraddizioni del mondo del gelato. No, non è solo questione di gusti.

Le verità nascoste dietro la dolcezza del gelato

Peppe Flamingo parte da una domanda tanto semplice quanto provocatoria: sappiamo davvero riconoscere un buon gelato, distinguere quello artigianale da quello industriale? La risposta, spesso, è no. Perché, come racconta l’autore con uno stile diretto e coinvolgente, il gelato che troviamo nella maggior parte delle vetrine ha poco di artigianale. È un prodotto industriale mascherato, gonfiato d’aria, addomesticato nei gusti, omologato nei colori. “Nun sà di nenti”, scrive con sicula ironia. 

E il problema, alla fine, è proprio quello: abbiamo perso la memoria del gusto autentico del gelato. Nel libro, il gelato viene descritto non come un gustoso dessert, ma come un bene culturale, da difendere come si farebbe con un’opera d’arte o un vino d’annata. E per farlo, bisognerebbe cominciare a leggere l’etichetta – invisibile – degli ingredienti e a farsi, e fare, delle domande: c’è latte fresco o polvere? Frutta vera o aroma sintetico? Panna o emulsionanti?

Il confronto tra gelato artigianale e ice cream industriale, tra “vero” e “finto”, è impietoso. 

“Il gelato è sacro”, un manifesto per gelatieri coraggiosi

Il libro “Il gelato è sacro” non si limita a denunciare ma suggerisce una soluzione, tracciando i contorni di un “Gelato Verace di Origine Siciliana”, quasi un disciplinare etico. Un manifesto alimentare, in cui freschezza, trasparenza e produzione quotidiana sono le parole d’ordine di una nuova generazione di gelatieri che non hanno paura di sporcarsi le mani, né di dire le cose come stanno. 

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“Un gelato verace non finge, non si trucca, non si nasconde dietro aromi o coloranti”, scrive Peppe Flamingo.

C’è anche un lato glamour in tutto questo, anche se non sbandierato. È nel ritorno alle origini, nella valorizzazione di ingredienti icona come il pistacchio di Bronte. “Ma quanto è grande Bronte?”, si chiede l’autore, sollevando il velo su un mondo che punta al marketing più che ai prodotti certificati. Consistenza, scioglievolezza, intensità aromatica, persistenza e pulizia del palato. Ecco la scala parametrale per giudicare un buon gelato.

Leggi anche:  Le migliori gelaterie italiane secondo Lonely Planet: nella classifica ce n'è una siciliana

La granita è solo siciliana

Tra gli oggetti del desiderio di chi cerca esperienze sensoriali autentiche c’è poi la granita. L’unica – manco a dirlo – è quella siciliana, specialità soprattutto della Sicilia orientale, che anticamente si faceva con la neve dell’Etna. Peppe Flamingo ne racconta le origini arabe, l’evoluzione, indugia sulle differenze tra granita e sorbetto.

“Il gelato è sacro” e Peppe Flamingo ne svela i segreti: ecco perché a volte “nun sà di nenti” - Be Sicily Mag - il gelato e sacro 02

Il libro è il racconto, in prima persona, di una rivoluzione artigianale fatta di studio, fallimenti, sperimentazione e coraggio ma anche un tenero omaggio alle “radici” familiari, alla nonna Lina e al nonno Don Peppinu, che introdussero Flamingo a profumi e segreti della pasticceria di famiglia, a Modica. 

“Il gelato è sacro” non è solo un titolo: è una visione. E una volta finito il libro, davanti a quella vaschetta al pistacchio, non vi chiederete più solo “mi piace?”, ma anche “mi sta raccontando la verità?”.

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