La rivista scientifica statunitense PNAS – Proceedings of the National Academy of Sciences – ha recentemente pubblicato uno studio che interessa tutto il mondo. La ricerca si è concentrata in particolare sulle conseguenze di un eventuale totale scioglimento dei ghiacciai in Antartide a causa del riscaldamento globale in atto da decenni e oggi al suo culmine. Se dovesse accadere, l’impatto coinvolgerebbe anche la Sicilia, con una particolare attenzione su Catania.
Le città sommerse secondo PNAS: da Rimini a Catania
Il livello del mare, in caso di scioglimento dei ghiacciai in Antartide, si alzerebbe di oltre 3 metri. Le conseguenze più disastrose, in Italia, riguarderebbero Venezia e le zone vicine, come Ravenna, il Delta del Po e il Polesine. Da attenzionare poi anche Riccione e Cattolica, passando per Rimini. La stessa catastrofe toccherebbe anche il Lazio, con impatti significativi su Fiumicino e Ostia.
Ma non finisce qui: spostandosi al Sud, in Sicilia, sarebbero a rischio Catania e le zone costiere circostanti. E così, sarebbero coinvolte dall’innalzamento delle acque anche la Sardegna – con Cagliari e Oristano – e la Campania, che vedrebbe sommerse Napoli e altre località.
Le tempistiche
Lo scenario non sarebbe immediato, ma si svilupperebbe in diversi secoli. Nello specifico, è stimato che, se la temperatura dell’oceano dovesse aumentare di 2°C, in mille anni si produrrebbe un innalzamento delle acque di circa 3,8 mt. Il collasso delle piattaforme glaciali però avrebbe un corso più veloce, entro i duecento anni.
La possibile soluzione
L’unica soluzione per interrompere questo pericoloso crescendo, secondo gli esperti, è la riduzione delle emissioni di gas serra. La comunità scientifica ribadisce la necessità di accelerare la transizione energetica verso fonti rinnovabili come solare ed eolico, insieme a un progressivo abbandono dei combustibili fossili. Al tempo stesso, servono politiche climatiche più coraggiose e vincolanti a livello internazionale, capaci di fissare obiettivi concreti e rispettarli.
È però importante tenere a mente che anche i comportamenti individuali hanno un peso. Ridurre l’uso delle auto, preferire i mezzi pubblici o la mobilità sostenibile, limitare gli sprechi alimentari ed energetici e adottare stili di consumo più etici. Tutti gesti che, sommati, possono fare la differenza. La sfida per evitare catastrofi naturali, come nel caso delle città sommerse, riguarda ciascuno di noi.






