Un’isola al largo, una barca a vela, un progetto che unisce sapori, paesaggi, memoria e visione futura. La crociera “La terra incontra il mare”, promossa dal COFIOL – Consorzio della filiera olivicola – e dall’assessorato regionale all’Agricoltura, con Premiati Oleifici Barbera e la Fondazione Renzino Barbera, ha concluso la sua quindicesima edizione con una rotta che ha toccato alcuni dei luoghi più rappresentativi della Sicilia costiera. Da Palermo a Cefalù, da San Vito a Termini. In mezzo, Ustica. Piccola, aspra, profonda.
Qui, Be Sicily Mag è stato ospite a bordo del Whale, il catamarano che ha accompagnato chef, produttori, giornalisti e operatori lungo un itinerario tra mare, terra, cucina, cultura, tradizione e ricerca.
“La terra incontra il mare”, non solo una crociera
“La terra incontra il mare” è molto più di una crociera. È un progetto che racconta la Sicilia partendo da ciò che la rende unica: il paesaggio, la cucina, le persone. Ogni tappa è stata pensata per mettere in dialogo il mare e la terra, le eccellenze DOP e IGP dell’Isola, i saperi antichi e le visioni contemporanee.
L’idea è quella di costruire un racconto condiviso, che coinvolga agricoltori, chef, ricercatori, operatori turistici e comunità locali. Ispirato ai principi della Carta dell’Arsenale, il format promuove un modo di viaggiare lento, consapevole, capace di valorizzare l’identità siciliana in tutte le sue sfumature e di mettere in rete i singoli attori di ogni singolo settore coinvolto.

Manfredi Barbera racconta l’iniziativa
“L’iniziativa è nata circa quindici anni fa – racconta Manfredi Barbera, CEO dei Premiati Oleifici Barbera e ideatore del progetto – con un amico di Isola delle Femmine che aveva un peschereccio da pescaturismo. Uscivamo nei weekend nel golfo di Mondello. Offrivamo panini con l’olio alle barche vicine. Era un gesto semplice, ma ha avuto un grande successo. Da lì è nata l’idea di una crociera che celebrasse il mare, la cucina, la sostenibilità”.
Con il tempo, il progetto si è evoluto: “Abbiamo scelto una barca a vela per dare un messaggio diverso, per vivere il mare in modo rispettoso – spiega Barbera – La Sicilia è fatta di terra e di mare, e il mare è stato per secoli l’autostrada degli scambi culturali. I nostri prodotti, la nostra cucina, sono il risultato di questa mescolanza”.
Barbera sottolinea anche il valore strategico dell’iniziativa: “Questa crociera vuole lanciare un messaggio alle istituzioni. È indispensabile mettere a sistema gli asset strategici dell’Isola: agricoltura, turismo, beni culturali, con le sue decine di siti archeologici sulla terraferma e nelle profondità marine. Dobbiamo valorizzare tutto ciò, insieme, creando connessioni tra prodotti, chef, territori e cultura”. Ognuno di questi attori ha già il suo seguito, la sua nicchia, piccola o grande che sia. “Pensate se lavorassimo tutti insieme cosa si potrebbe riuscire a fare”, fa notare Barbera.
Gli chef Tony Lo Coco e Nunzio Campisi a bordo
La cucina è stata il linguaggio scelto per raccontare l’identità siciliana. Lo chef stellato Tony Lo Coco, del ristorante “I Pupi” di Bagheria e presidente dell’associazione “La Sicilia di Ulisse”, ha portato la sua visione, fatta di esperienze internazionali e ritorni consapevoli. “Oggi il cuoco fa il viaggio al contrario – dice – Portiamo la nostra cucina all’estero e riportiamo indietro tecniche, spezie, cultura. La Sicilia ha sempre assorbito influenze: arabe, normanne, spagnole. Oggi le restituiamo, con consapevolezza”.

Lo Coco ha cucinato piatti che parlano di questo scambio, mentre Nunzio Campisi, del ristorante “L’Antica Filanda” di Rocca di Caprileone, ha proposto un connubio tra mare e terra: “Ingredienti semplici, di alta qualità, poche lavorazioni. E per esaltarne il sapore un olio Barbera della linea Lorenzo”. Dalle uova al maialino dei Nebrodi, dal tonno in mille preparazioni alla classica pasta con le sarde, dalle zucchine alle melanzane alla scapece, fra tradizione e innovazione ogni piatto è stato una immersione nelle diverse anime della Sicilia.

Le tappe della crociera “La terra incontra il mare”
Così come la tappa di San Vito Lo Capo è stata fatta coincidere con il Cous Cous Fest, a Ustica la crociera ha incontrato la terza edizione della Rassegna del Mare promossa dalla Fondazione “Sebastiano Tusa”. Al centro della serata, la Carta di Ustica: un documento che raccoglie buone pratiche per la tutela dell’isola e del suo patrimonio marino.
Come ha spiegato la presidente Valeria Li Vigni, l’obiettivo è coinvolgere cittadini, operatori turistici, agricoltori e pescatori, per preservare tradizioni e mestieri locali. La Carta è sostenuta da enti e istituzioni, tra cui il Comune di Ustica, l’area marina protetta e il centro studi dell’isola. L’ambizione è quella di creare un osservatorio oceanografico del Mediterraneo, con Ustica come punto di riferimento per un modello replicabile anche in altre isole italiane.

“Dio, il settimo giorno, creò il mondo e si riposò. Prese la terra tra le mani e la baciò. Là dove posò le labbra, c’è la Sicilia”. Nelle parole di Renzino Barbera c’è tutta l’essenza del progetto portato avanti dal figlio Manfredi: partire da ciò che la Sicilia è già — la sua biodiversità, la sua cucina, i suoi paesaggi, la sua storia — e metterlo in rete. Non inventare, ma connettere. Non aggiungere, ma valorizzare. Perché la Sicilia, come dice Barbera, “ha già tutto, bisogna solo farlo dialogare”.




















