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domenica|7 Giugno|2026
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Davide La Cara
Davide La Cara
Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.

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“Patriots” di Battiato compie 45 anni, aprì una nuova stagione nella musica italiana

Pubblicato il 1 ottobre 1980, il disco segnò un punto di svolta nella carriera dell’artista siciliano: tra sperimentazione e pop colto, “Patriots” ha influenzato generazioni e resta oggi un classico senza tempo

Davide La Cara
Davide La Cara
Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.
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Oggi si celebra un anniversario importante per la musica italiana: l’uscita dell’album Patriots di Franco Battiato. Anche se la data esatta dell’uscita è indicata genericamente come ottobre 1980, l’album compie oggi i suoi 45 anni, un traguardo che merita una riflessione sul suo significato artistico, il contesto in cui nacque e la sua eredità.

Il punto di svolta nella carriera di Battiato

“Patriots” è il decimo album in studio di Battiato, pubblicato dalla EMI il’1 ottobre 1980. Il disco uscì quasi nell’indifferenza generale del pubblico musicale, ma qui emersero alcune caratteristiche che diventeranno elementi distintivi del suo stile: l’uso di linguaggi contaminati, frammenti letterari, citazioni colte e popolari, ironia, sperimentazione sonora e la commistione tra elettronica, pop e rock. Era il secondo album pop di Battiato dopo la sperimentazione incallita di Pollution e L’Egitto prima delle sabbie e la svolta “radiofonica” de L’era del cinghiale bianco.

La genesi di Patriots

L’album era inizialmente concepito con il titolo I telegrafi del Martedì Grasso, ma Battiato scelse poi Patriots riprendendo una parte del titolo del brano d’apertura “Up Patriots to Arms”. Nella copertina, curata da Francesco Messina con fotografie di Roberto Masotti, compare anche un testo intitolato Preghiera del giovane patriota, che funge come manifesto ideale della visione artistica che Battiato stava sviluppando.

Molti critici ritengono che Patriots rappresenti un ponte tra il repertorio più sperimentale degli anni precedenti e l’orientamento più “pop” che avrebbe caratterizzato le sue opere successive. Non è semplicemente un disco di transizione, ma piuttosto un laboratorio in cui si affermano strumenti che Battiato avrebbe portato avanti nel tempo.

Alla sua uscita, il disco ebbe reazioni contrastanti: da una parte l’entusiasmo per l’innovazione, dall’altra una certa incomprensione da parte del grande pubblico. Col tempo però è stato rivalutato e oggi è considerato un classico della discografia di Battiato.

Significato e influenza di Patriots

Con Patriots, Battiato ha esplorato territori sonori e poetici poco frequentati nella musica italiana dell’epoca. Le sue scelte stilistiche come l’uso di linguaggi “alti” e “bassi”, le citazioni filosofiche e la commistione culturale hanno influenzato molti artisti successivi, sia direttamente che indirettamente.

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Il brano Up Patriots to Arms, in particolare, è diventato simbolico: nelle sue varie versioni (italiana, inglese, spagnola) ha attraversato barriere linguistiche.
Anche Prospettiva Nevski è un pezzo spesso citato quando si parla di contaminazioni geografiche e culturali nella canzone d’autore italiana.

Negli anni successivi artisti contemporanei e band più giovani hanno omaggiato il disco o reinterpretato sue canzoni: i Subsonica, per esempio, includono una cover di Up Patriots to Arms in edizioni di loro album.

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