Profuma d’origano e di memoria, la Rianata trapanese. Nata tra i vicoli popolari del dopoguerra, quando bastava poco per portare in tavola un pezzo di felicità, oggi questa pizza rustica e generosa si prepara a ottenere la Denominazione Comunale di Origine (De.Co.), simbolo di una rinascita identitaria che parla di territorio e tradizione.
Una pizza povera diventata simbolo
La chiamano “origanata”, ma per i trapanesi è semplicemente la Rianata: morbida, profumata, intensa. Il suo impasto nasce da ingredienti umili — farina di grano duro, acqua, lievito naturale e sale — e da una cultura contadina che ha fatto della semplicità un’arte. Nel dopoguerra, nei forni dei quartieri popolari, questa pizza era il modo più buono (e accessibile) per sfamare famiglie intere, profumando le strade di origano e pomodoro.
Verso la certificazione De.Co.
Oggi la Rianata si prepara a entrare tra i prodotti tutelati dal Comune di Trapani. È infatti partito l’iter per ottenere la Denominazione Comunale di Origine, un riconoscimento che punta a proteggere la ricetta autentica e a fissare per sempre i suoi ingredienti e metodi di preparazione.
A promuovere il progetto è Giuseppe Martinez, panificatore e pizzaiolo trapanese, che da anni lavora per distinguere la vera Rianata da versioni “improprie” che ne hanno snaturato la tradizione: «Difendere questa pizza – spiega – significa difendere un pezzo di identità della nostra città».
Un rituale più che una ricetta
Chi la prepara sa che la Rianata ha le sue regole. Dopo una lievitazione naturale di circa 12 ore, la pasta accoglie ingredienti in un ordine preciso:
acciughe a pezzetti, incavate nell’impasto; pomodoro pizzutello di Nubia; una spolverata di pecorino grattugiato; aglio rosso e prezzemolo tritati, e infine origano e olio extravergine d’oliva. Poi via nel forno, a circa 300°C per 5-7 minuti.
Il risultato? Una pizza dal carattere deciso, dove ogni morso racconta la terra da cui proviene.
Il gusto del territorio
Non è solo una ricetta, ma una mappa del gusto trapanese: il pomodoro e l’aglio di Nubia, l’origano di San Vito Lo Capo, il grano duro dei campi siciliani. Ogni ingrediente porta con sé un pezzo di Sicilia autentica, quella che resiste al tempo e continua a profumare le case.
La De.Co., se approvata, non sarà solo un riconoscimento formale, ma un modo per valorizzare una cultura gastronomica che appartiene a tutti, dai forni popolari alle cucine contemporanee.
Un patrimonio da tutelare
La storia della Rianata è la storia di una comunità che non dimentica. In un mondo che corre, lei resta lì, fedele al suo ritmo lento di lievitazione, alla sua essenza contadina, al suo profumo che sa di casa.
Con la De.Co. alle porte, Trapani non fa che riconoscere ufficialmente ciò che i suoi abitanti sanno da sempre: la Rianata non è solo una pizza, è un’identità.

















