Il 5 e 6 novembre 2025 sono giorni particolarmente caldi in virtù dello sciopero nazionale di medici e farmacisti. Il primo è stato indetto dallo Snami (Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani) contro il “ruolo unico” dei medici generali, che denunciano di essere ridotti a semplici funzionali. Il secondo invece riguarda Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e coinvolgerà circa 60mila dipendenti di farmaciste private di tutta Italia. L’obiettivo in questo caso è dare sostegno alla vertenza per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro. È per questo motivo che potrebbero verificarsi numerosi disagi.
Sciopero nazionale dei medici: cosa succede
Lo sciopero nazionale dei medici generali potrebbe causare annullamenti o ritardi nelle visite in programma. Gli ambulatori infatti resteranno chiusi, ma i professionisti dovranno impegnarsi a garantire i servizi di emergenza e urgenza.
L’obiettivo della protesta è far capire che “il medico di famiglia sta diventando un semplice ingranaggio amministrativo, dipendente del sistema ma con tutti gli svantaggi della convenzione”, come sottolineato da Angelo Testa, presidente di Snami.
Sciopero nazionale dei farmacisti: gli appuntamenti a Palermo e Catania
Lo sciopero nazionale dei farmacisti potrebbe causare dei disagi per coloro che necessitano di medicinali o di consulenze, ma saranno garantiti i servizi essenziali. In Sicilia, Palermo ospiterà una manifestazione, a partire dalle 10, in piazza Indipendenza. A Catania invece, l’appuntamento è previsto presso piazza San Domenico e da lì partirà un corteo che giungerà fino alla sede di Federfarma (via Androne).
Le organizzazioni sindacali che hanno indetto lo sciopero sottolineano che “le farmacie private sono un presidio sanitario e sociale essenziale per il Paese” e che “il servizio offerto va ben oltre la dispensazione dei farmaci”. “La professionalità delle farmaciste e dei farmacisti – hanno aggiunto – rappresenta il primo punto di riferimento per milioni di cittadini in tema di salute, assistenza e prossimità sanitaria. Il ruolo professionale delle lavoratrici e dei lavoratori delle farmacie merita rispetto e riconoscimento concreti, non parole vuote”.

















