In scena la femminilità pura e seducente dello stilista catanese Marco Strano, che, ormai da quattro anni, offre ad un pubblico esigente e affamato di moda il suo Fashion Show. L’appuntamento con la collezione 2026 Sposa ed Alta Moda è stato domenica 25 gennaio in una location di grande valore storico e culturale: il Museo delle Carrozze dell’Istituto dell’Incremento Ippico di Catania, tra antiche carrozze, balle di fieno ed eleganti lampadari di cristallo. Un luogo simbolico, dove memoria, arte e alta sartoria si intrecciano in un racconto di bellezza senza tempo.
La collezione 2026 di Marco Strano
Bellezza, radici, artigianato e creatività sono stati il leit motiv dell’evento, che ha stupido non solo per gli abiti ma anche per l’originalità del luogo che li ha ospitati. Ci metterò un fiore è il titolo della collezione 2026, un omaggio alla bellezza in ogni sua forma, un invito a custodire memorie e radici, a rinnovare la tradizione attraverso la mano esperta dell’artigiano e la visione creativa della sartoria contemporanea. Il nome nasce nasce dalla volontà di catturare la forma del fiore, trasfigurandola in originali e unici elementi sartoriali: sovrapposizioni di petali in organza di seta in sfumature di bianco, modulazioni ispirate al mughetto per gonne-scultura in rafia e ampie gonne a trama tessuta al telaio che, abbinate a camicie in chiffon, creano armonie eteree.
Il matinée del fashion designer catanese è stato un racconto sartoriale in cui arte, artigianato e tradizione si intrecciano per restituire un’eleganza che non ha confini temporali. I dettagli fanno la differenza, i moduli floreali assumono ritmo e movimento. “Grappoli di mimosa ricamati in perle su tulle, resine effetto madreperla plasmate in fiori stilizzati e conchiglie trasformate in applicazioni floreali – spiega Marco Strano – richiamano il rapporto con il mare e impreziosiscono bustier e gonne danzanti”.

Il recupero dei materiali e l’unicità degli abiti
La collezione Sposa 2026 valorizza il recupero dei pizzi antichi, ricamati a mano, che diventano testimonianze preziose di una bellezza che va salvata dall’incedere del tempo. Tessuti pregiati e applicazioni rare rendono ogni capo unico nel suo splendore. “Ogni abito è un pezzo unico, confezionato interamente a mano. Ogni sposa riceverà un capo che porterà il suo nome, non replicabile”. Quindici modelle hanno così indossato tessuti e pizzi rigorosamente in filati naturali: rafia, cotone sfrangiato, broccato di seta, pizzi chantilly e rebrodé francesi in cotone, mikado e charmeuse in seta Made in Italy.
Anche nella collezione Alta Moda si rievoca un percorso temporale e culturale fatto di memorie, contaminazioni e identità dell’isola, che emergono e si trasformano. Il rigore delle linee si illumina di colori vitaminici dall’Andalusia; il barocco siciliano si rispecchia nei broccati corposi e leggeri, mentre la velata sensualità dei pizzi eterei contrasta e bilancia la scultura dei volumi. La sabbia, l’avorio della pietra e i richiami del mondo arabo alimentano le lavorazioni scultoree: gonne a ruota, corpetti in rafia e patchwork di tessuti naturali che mantengono intatta l’identità del marchio. Le sete strutturate in tinte pastello evocano il fervore dell’alta sartoria degli anni ’60; i fiori fatti a mano con piume esaltano una sofisticata semplicità, mentre accessori bon ton sottolineano l’eccellenza artigianale.

La location: il Museo delle Carrozze
In un contesto campestre, tra l’odore del fieno e le storiche carrozze del 1800, il pubblico ha visto sfilare gli abiti, in cui l’antica tradizione del pizzo si è perfettamente legata alla modernità delle scollature e delle trasparenze, offrendo l’immagine di una donna raffinata e di classe.
Il Museo delle Carrozze ha restituito al pubblico i fasti di un’epoca in cui la moda francese trovò sponda in Sicilia, dando vita a contaminazioni tecniche e stilistiche che elevarono la sartoria locale. Gli abiti da sera della collezione, ora ammiccanti e preziosi, ora scultorei nelle loro linee, rimettono al centro il carattere femminile: silhouette valorizzate, volumi studiati e ricami pregiati fanno degli abiti veri gioielli sartoriali.
Le numerose dominazioni che sono passate dalla Sicilia hanno lasciato un segno indelebile nell’identità dei siciliani e Marco Strano ha voluto rievocarle con orgoglio attraverso la sua collezione.




















