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Prima messaggio segreto, oggi icona fashion: il ventaglio che racconta la Sicilia

Dalla sua nascita nell'Antico Egitto, il ventaglio ha attraversato le epoche divenendone il vero protagonista. Da simbolo di potere a simbolo di seduzione, oggi mantiene viva la tradizione siciliana attraverso la creazione di ventagli artigianali

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Da emblema del potere dei sovrani orientali a protagonista indiscusso dei salotti nobiliari europei, il ventaglio ha saputo attraversare le epoche, trasformando un gesto quotidiano in una vera e propria dichiarazione di stile e di status sociale. Dietro il suo ritmico sventolio si nascondono secoli di arte, artigianato d’eccellenza e seduzione, nonché ovviamente l’acceso bisogno di trovare sollievo dalle temperature estive, soprattutto nella caldissima Sicilia. E oggi che l’afa si fa sentire più che mai, il ventaglio si può definire per eccellenza l’accessorio dell’estate 2026.

La storia del ventaglio

La nascita dei ventagli risale, si pensa, all’Antico Egitto. Ritrovati nella tomba Tutankhamon, questi accessori rappresentavano un vero e proprio simbolo di potere. Erano, infatti, realizzati con piume e pietre preziose e per questo motivo riservati alla famiglia reale o agli ufficiali militari. Più il ventaglio era decorato, più la persona era influente. Un uso diverso rispetto a quello dell’Antica Grecia, in cui i ventagli – o rhipis – avevano la forma di un ramo e servivano, per lo più, per allontanare le mosche che invadevano gli altari dedicati agli Dèi.

Ma la vera differenza l’ha fatta l’Oriente. Se alla Cina imperiale spetta la paternità del ventaglio rigido – uchiwa – , simbolo originario di status e autorità, è nel Giappone del periodo Heian che avviene la vera rivoluzione tecnologica e stilistica con l’invenzione del modello pieghevole – sensu. Ispirato dalle ali dei pipistrelli, è la versione del ventaglio che conosciamo e che ha capovolto i flussi culturali dell’epoca, venendo esportato con successo e conquistando le corti europee.

Ventagli in Sicilia: una storia di seduzione

È intorno al 1700 che il ventaglio sbarcò in Sicilia, diventando immediatamente un oggetto di culto. Fin da subito fu un alleato indispensabile per sopravvivere all’afoso e torrido caldo tipico dell’Isola. Ma, durante il Barocco, appese al chiodo la sua funzione puramente pratica per trasformarsi in uno strumento di seduzione e potere. Sotto gli occhi vigili di mariti gelosi e severe chaperon, le nobildonne siciliane lo fecero diventare un vero e proprio alfabeto cifrato di oltre 30 segnali, dando vita a un gioco di sguardi e movenze usato per comunicare con i propri amanti. Ogni minimo movimento della mano, ogni inclinazione delle stecche o chiusura improvvisa nascondeva un messaggio, che consentiva agli amanti di comunicare nel più assoluto silenzio.

Ecco alcuni dei segnali più diffusi del codice del ventaglio siciliano:

  • Poggiarlo sulle labbra: un invito esplicito, “vorrei un bacio”.
  • Alla mano sinistra, aperto: “avvicinati e parla con me“.
  • Nella mano destra, di fronte al volto: “seguimi“.
  • Sventolarsi rapidamente: un segnale di forte attrazione che indicava “ti amo tantissimo”.
  • Poggiato sul cuore, chiuso: una dichiarazione romantica “hai conquistato il mio cuore“.

Questo intrigante linguaggio non passò inosservato alle autorità dell’epoca. Durante l’estate del 1784, l’Arcivescovo di Palermo ordinò il sequestro e il rogo pubblico di centinaia di ventagli, accusati di diffondere costumi scandalosi e irriverenti. Furono banditi per circa un decennio, prima di tornare come oggetto d’uso, usato per “sciusciarsi” (dal siciliano, soffiarsi) contro il caldo.

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U maccaturi: il fazzoletto come mezzo di comunicazione

Anche u maccaturi (o muccaturi), il fazzoletto di tessuto che gli uomini usavano per soffiarsi il naso o asciugarsi il sudore, si è trasformato in quegli anni nella versione maschile del ventaglio. Un potente mezzo di comunicazione e un simbolo di status sociale e amoroso. Quando un uomo voleva dichiararsi, offriva alla donna un fazzoletto. Se lei lo indossava, il fidanzamento era considerato ufficiale.

Il fazzoletto ha assunto un vero significato anche nella famosa messinscena teatrale dell’isola: l’Opera dei Pupi, in cui il fazzoletto bianco è spesso il pegno d’amore ricevuto dalle dame prima di andare in battaglia e che i paladini legano all’elsa della spada o portano sotto l’armatura.

Il ventaglio e il fazzoletto oggi

Se da un lato oggi l’abitudine di portare con sé un fazzoletto di stoffa è quesi scomparsa, al contrario la Sicilia mantiene viva la tradizione del ventaglio attraverso la creazione di accessori artigianali contemporanei, spesso decorati a mano con i motivi tipici dell’iconografia dell’Isola. Perfetto per le calde giornate di questo periodo, il ventaglio si integra così nel guardaroba diventando un vero must, che unisce comfort e stile.

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