Nel 2024, secondo i dati del Piano Nazionale esiti, i trattamenti delle donne al tumore alla mammella in Sicilia sono state 4600, la maggior parte curati proprio in Regione. Solo il 9,10% si è rivolto a strutture fuori dall’Isola, un ottimo traguardo per la sanità siciliana, che riesce a contrastare una delle malattie più comuni ma anche più devastanti per le donne.
Una struttura della Sicilia tra le migliori al mondo
Il Breast centre di Humanitas Istituto Clinico Catanese ha preso in carico 820 delle pazienti trattate in Sicilia per tumore alla mammella, un volume che, secondo i dati di Agenas, colloca la struttura al quinto posto in Italia e segnala una mobilità sanitaria in uscita contenuta rispetto ad altre aree del Sud. Il direttore del Dipartimento oncologico, Francesco Caruso, evidenzia la ripresa della partecipazione agli screening e l’aumento dei controlli su iniziativa personale, fattori che favoriscono diagnosi più precoci e percorsi clinici meno invasivi.
I progressi terapeutici, dall’introduzione di terapie biologiche e immunoterapia al miglioramento della diagnostica e della chirurgia, hanno contribuito a un netto aumento della sopravvivenza, che secondo la letteratura arriva oggi a quasi il 90% a dieci anni. Di estrema importanza il modello della Breast unit, basato su un approccio multidisciplinare e su percorsi personalizzati in base ai diversi sottotipi di malattia.
Il Piano Nazionale Esiti e i dati italiani
Il Piano Nazionale Esiti, gestito da AGENAS, monitora gli esiti degli interventi sanitari e le performance delle strutture ospedaliere, includendo il tumore della mammella. Nel 2024 si registra un significativo miglioramento nella chirurgia oncologica: il 90% dei casi è stato trattato in centri ad alto volume, rispetto al 72% del 2015. Permangono tuttavia forti disparità territoriali, con le regioni del Sud e le Isole che concentrano solo il 28% della casistica in strutture con oltre 200 interventi annui, a fronte di valori più elevati nel Nord.
Il tumore della mammella resta la principale causa di morte oncologica tra le donne, con una stima di circa 13.660 decessi nel 2025. In questo contesto, il Piano Oncologico Nazionale 2023-2027 punta a rafforzare screening e percorsi diagnostico-terapeutici per favorire diagnosi precoci e un accesso più equo alle cure.









