Rafforzare il tessuto produttivo della città attraverso la formazione professionale, l’avvio di iniziative economiche e la creazione di opportunità concrete per i giovani. Un impegno che il Comune di Palermo fa adesso ruotare sul progetto “Botteghe Scuola”. Un’iniziativa rivolta soprattutto alla fascia d’età compresa tra 18 e 40 anni allo scopo di creare un ponte tra formazione e lavoro, valorizzando i mestieri artigiani tradizionali e, nel contempo, promuovendo competenze innovative utili alle imprese.
La presentazione del progetto “Botteghe Scuola”
Presentato martedì 10 marzo a Palazzo Palagonia alla Gancia dal sindaco Roberto Lagalla e dall’assessore comunale alle Attività produttive Giuliano Forzinetti, il progetto registra l’adesione delle sezioni provinciali di quattro associazioni di categoria (Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Sicindustria) e ruota sulle determinazioni dirigenziali adottate dal Comune alla fine del 2025 per destinare una dote di oltre 750.000 euro a un articolato pacchetto di interventi per sostenere imprese, occupazione e percorsi di formazione qualificata.
Più in dettaglio, la CNA (confederazione artigiani) di Palermo curerà i settori della sartoria artigiana e dell’oreficeria, destinandovi dieci tirocinanti residenti nel capoluogo (cinque per la sartoria, cinque per l’oreficeria). Su sartoria artigianale e moda punta anche la Confartigianato, con dodici tirocinanti da inserire in sei botteghe, mentre Confcommercio si concentra in particolare sul comparto della pasticceria, offrendo un tirocinio formativo per aspiranti artigiani dell’arte dolciaria all’interno di imprese del settore.
Il contrasto della disoccupazione giovanile e la valorizzazione delle imprese locali, sempre nei settori della sartoria e della pasticceria, è anche l’obiettivo di Confesercenti Palermo. E ci sarà spazio anche per i giovani intenzionati a battere la strada dell’innovazione digitale a servizio dell’artigianato, con piani di formazione dedicati a Intelligenza artificiale generativa, design di prodotto, storytelling digitale e QR narrativi e infine con un tirocinio e accompagnamento al lavoro, offerti da Sicindustria. I tirocini presso le imprese aderenti alle rispettive associazioni di categoria, avranno una durata di sei mesi, con un impegno di 20-25 ore settimanali con tutor didattico.
I commenti
“Questa iniziativa nasce con l’obiettivo di mettere in relazione imprese e giovani, trasformando le botteghe artigiane in luoghi di formazione e di crescita professionale. Investire su mestieri tradizionali come la sartoria, l’oreficeria e la pasticceria, ma anche su nuove competenze legate alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale, significa dare una spinta all’artigianato palermitano in termini di innovazione e competitività senza che questo perda la propria tipicità”, ha detto l’assessore Giuliano Forzinetti.
Proprio in una città come Palermo gli antichi mestieri hanno fatto da architrave identitario. Si tratta di recuperarli, anche se sono moltissime le botteghe che negli ultimi decenni hanno chiuso irrimediabilmente i battenti. Si tratta di indurre le nuove generazioni a aprirne di nuove soprattutto nel cuore storico della città, anziché emigrare spersonalizzando le loro capacità in una grande industria del nord. “Per questo puntiamo in particolare su due mestieri ad alto tasso di artigianalità, che negli ultimi anni hanno subito una forte carenza di manovalanza, l’oreficeria e la sartoria” ha detto Mario Leone, direttore organizzativo della Cna palermitana. “I criteri di scelta dei giovani disoccupati sono quelli previsti dal progetto Gol (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori), attuato anche attraverso la rete CNA e i suoi enti accreditati per offrire percorsi personalizzati e gratuiti di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro. Questi criteri si baseranno su una precisa valutazione attitudinale”.
Con “Botteghe Scuola vogliamo investire sul capitale umano e sulla tradizione produttiva della nostra città” ha detto Roberto Lagalla. “Palermo possiede un patrimonio straordinario di saperi artigiani che rischia di disperdersi se non viene trasmesso alle nuove generazioni. Questo programma costituisce uno strumento concreto per generare opportunità occupazionali e preservare l’identità della storia economica del nostro territorio”.






















