back to top
mercoledì|27 Maggio|2026
mercoledì | 27 Maggio | 2026

ultimi articoli

“Conoscere per ricordare”, la ricostruzione giudiziaria della strage di Pizzolungo per i giovani

La giornata formativa vedrà protagonisti i ragazzi delle scuole e dell'università di Trapani, che simuleranno la ricostruzione processuale dell'attentato avvenuto nel 1985

- Advertisement -

Un evento formativo, realizzato nell’ambito del progetto Processo Simulato, che vedrà protagonisti i ragazzi di quattro istituti d’istruzione superiore del territorio di Trapani. Il progetto, dal titolo “Conoscere per ricordare. Dagli atti alla scena: un percorso di consapevolezza” nasce con l’intento di sensibilizzare le nuove generazioni al fenomeno mafioso. Per contrastare la criminalità, si deve partire soprattutto dai giovani, cercando di parlarne il più possibile. “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”, disse Paolo Borsellino a pochi giorni dalla Strage di Capaci

Il progetto “Conoscere per ricordare”

Nell’ambito del progetto, gli studenti di quattro istituti d’istruzione superiore del territorio trapanese e del Polo Universitario della Provincia di Trapani “metteranno in scena” la ricostruzione giudiziaria della strage di Pizzolungo, avvenuta nel trapanese il 2 aprile 1985. Il fine è dare la possibili ai ragazzi di entrare in modo alternativo in pieno contatto con l’articolato mondo del processo penale. L’evento formativo è in programma il prossimo 6 giugno dalle 10 alle 13 a Palermo presso la Sala d’Ercole del Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.

La strage di Pizzolungo

La strage di Pizzolungo fu un attentato dinamitardo compiuto la mattina del 2 aprile 1985 a Pizzolungo, frazione del Comune di Erice nel territorio di Trapani, con cui Cosa Nostra cercò di uccidere il giudice Carlo Palermo, che da pubblico ministero a Trento aveva condotto delle importanti indagini su un traffico internazionale di armi e droga. Un’inchiesta delicata che, in quel periodo, provocò anche notevoli polemiche anche nel contesto politico. L’attentato causò la morte di Barbara Rizzo e dei suoi due figli, Giuseppe e Salvatore. Il sostituto procuratore, invece, rimase ferito così come i quattro agenti della scorta. L’auto della donna, infatti, fece da scudo all’automobile del magistrato. Una strage che, nonostante le indagini e le vicissitudini processuali che si sono susseguite nel tempo, resta ancora avvolta nel mistero.

Adv
Condividi questo articolo sui tuoi social...

ULTIMI ARTICOLI

consigliato da be

Il Centro d’arte Raffaello accoglie le opere di Mr. Savethewall, un linguaggio pop di forte impatto visivo

Dopo Marco Lodola, Claudio Malacarne e Angelo Accardi, una nuova, prestigiosa acquisizione per il Centro d’arte Raffaello, che annuncia l’ingresso in galleria di una...

non perderti

spot_img