L’étoile del Teatro alla Scala di Milano Roberto Bolle è tornato a Palermo, dopo un lungo periodo di assenza dai palcoscenici siciliani, per il debutto di Caravaggio al Teatro Massimo di Palermo, che lo vede partecipe nei panni del pittore maledetto negli spettacoli del 20, 21, 23 e 24 giugno.
In occasione della sua permanenza nel capoluogo siciliano, ieri ha incontrato i giovani talenti dello Sperone, dello Zen e del Liceo Coreutico presso il Grand Hotel et Des Palmes, a fianco di Stefania Petyx, del presidente e CEO del Gruppo Mangia’s Marcello Mangia e di Marco Betta, Sovrintendente del Teatro Massimo. L’incontro è frutto di una collaborazione tra il Gruppo Mangia’s, la Fondazione Roberto Bolle e la Fondazione Massimo.
Il Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York, si è raccontato agli studenti dagli esordi nella sua città d’origine in Piemonte – Casale Monferrato – alla passione che lo ha guidato, con disciplina e determinazione, fino ai grandi traguardi di oggi.
Il ritorno a Palermo: “È stato giusto e bello riscoprirla”
“Ritorno a Palermo dopo tantissimi anni – ha esordito così Roberto Bolle – ho ballato l’ultima e l’unica volta qui con la compagnia del Teatro Massimo ormai ventitré anni fa. Era il 2003, con Romeo e Giulietta. Era tantissimo tempo e interpretare oggi Caravaggio è stato giusto, ma soprattutto bello. Per me è stato importante poter tornare, riscoprire la città, ritrovare il corpo di ballo, i solisti”.
Il ballerino piemontese ha poi colto l’occasione per ringraziare Marcello Mangia e Marco Betta per l’ospitalità ricevuta e per aver sposato da subito con entusiasmo l’iniziativa.
Roberto Bolle ai giovani: “Tutto può succedere, credeteci”
Durante l’incontro, in cui ha dialogato con Stefania Petyx, Bolle si è poi rivolto direttamente ai più giovani in sala: “La mia scintilla è scattata quando avevo sette anni. Vengo da una piccola realtà di provincia nel Monferrato, un paese molto lontano dalle grandi vie della danza”. “Tutto è iniziato per caso – ha continuato – a dimostrazione del fatto che, anche quando sembra che le condizioni non ci siano, tutto può succedere“.
Raccontando dei primi anni di studio intenso, lontano dai suoi affetti, ha poi concluso: “Per ottenere ciò che si desidera, per riuscire a raggiungere qualcosa in più, capisci che devi lottare, avere forza e andare avanti nonostante le difficoltà quotidiane, la solitudine e la nostalgia”.
















