Gli studenti palermitani sono scesi oggi in piazza, tra rabbia e dolore, in memoria di Paolo Taormina. Il raduno, partito alle 9.30 da piazza Verdi, ha attraversato diverse strade di Palermo con i giovani a gridare il nome di Paolo, ragazzo ventunenne ucciso lo scorso sabato in strada nel bel mezzo della movida palermitana. Alla fine del corteo, alcuni manifestanti si sono fermati per discutere con l’assessore Fabrizio Ferrandelli.
La voglia di riscatto
Cartelloni, striscioni, cori ma anche la voglia soluzioni al degrado in cui sta scivolando Palermo. Gli studenti hanno preso dunque posizione, dichiarando con forza la loro volontà ai microfoni di BE Sicily Mag: “Oggi, come giovani di Palermo, come studenti di Palermo, abbiamo deciso di scendere in piazza a seguito di una tragedia che ha coinvolto tutti – dichiara Antonino Graziano, studente palermitano -. Un ragazzo di appena 21 anni, Paolo, è stato ucciso da una violenza cieca, ingiustificabile, inaccettabile. Nei primi giorni è prevalso il senso di paura, di smarrimento, che ci ha portato alle fiaccolate di cordoglio e solidarietà verso la famiglia”.
L’appello alle istituzioni
La manifestazione dunque non si ferma alla sola rabbia e al cordoglio: i ragazzi di Palermo chiedono alle istituzioni di azioni concrete. “Come giovani chiediamo soluzioni, chiediamo risposte, perché vogliamo ristabilire il concetto che questa è la nostra città, che non ci faremo fermare dalla paura, che dobbiamo continuare a ribadire che Palermo è di chi la ama, di chi vuole migliorarla e di chi la vuole soprattutto viva” – conclude Graziano.



















