Alessia Anselmo
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Giornalista sportiva dal 2013, professionista dal 2023. Ama raccontare i personaggi e le storie che stanno dietro al risultato agonistico. Laureata in lingue moderne e specializzata in giornalismo, tra le sue passioni ci sono i viaggi, la lettura e le serie tv. È incuriosita dalle nuove tecnologie e non vede l’ora di scoprire dove ci porteranno.

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Alla scoperta di Niscemi con la Rete dei Musei ANCI Sicilia: memoria collettiva tra civiltà contadina e natura

Niscemi è nella Rete dei Musei Anci Sicilia con il suo Museo etnografico e di storia naturale: tutto sul Comune in provincia di Caltanissetta

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A ridosso della piana di Gela, sulle ultime propaggini dei monti Erei, il viaggio di Be Sicily Mag con la Rete dei Musei Civici promossa da ANCI Sicilia ci conduce a Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Qui il Museo Civico racconta la città attraverso la sua memoria collettiva, custodendo storie, oggetti e testimonianze che intrecciano tradizione e ambiente.

Il Museo Civico di Niscemi

Il Museo Civico di Niscemi nasce nel cuore della città e si colloca in uno dei luoghi più significativi per la comunità. La sua sede custodisce la memoria collettiva di Niscemi, intrecciando storia sociale, tradizioni e ambiente.

Inaugurato il 7 ottobre 2018, si trova all’interno dell’ex Convento dei frati francescani minori, un edificio che nel tempo è stato anche carcere mandamentale e ospedale. La sua nascita è frutto dell’intuizione di Totò Ravalli e di oltre trent’anni di ricerca e raccolta di migliaia di oggetti, resa possibile grazie alla sinergia tra il Lions Club di Niscemi, il Comune, il Centro di Educazione Ambientale, la Soprintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta, l’ex Provincia Regionale e soprattutto “alla generosità di cittadini, anche residenti all’estero, che hanno donato i loro ricordi – sottolinea il vicedirettore Franco Mongelli – perché la memoria del nostro passato non andasse perduta per sempre. L’obiettivo era creare un monumento ai nostri avi, che fosse al tempo stesso attrazione culturale e fonte di ispirazione per i giovani, considerati l’anello di congiunzione tra passato e futuro”.

Ambienti e collezioni

Il Museo Civico di Niscemi si sviluppa su oltre 3 mila metri quadri attorno a un chiostro settecentesco restaurato e la sua forza sta nel non essere una semplice esposizione di oggetti, ma una vera ricostruzione di ambienti. Varcata la soglia, il visitatore si ritrova immerso in stanze che sembrano ancora abitate: un’aula scolastica degli anni ’30 con i banchi e i materiali originali, la bottega del cestaio, quella del sarto e del barbiere, fino agli spazi del fabbro e del falegname. Ogni ambiente è corredato di utensili e dettagli che restituiscono la sensazione di poter continuare a lavorare con gli strumenti dei propri nonni e bisnonni.

La narrazione prosegue con la stanza della tessitura e quella del vasaio, del cappellaio, del calzolaio e del muratore, mentre teche e allestimenti raccontano i cicli produttivi che hanno segnato l’economia locale: dal latte al grano, dal carciofo al vino e all’olio. Non mancano i cimeli di guerra, gli oggetti e i paramenti sacri, un ambulatorio medico ricostruito e persino una vecchia saletta cinematografica con giochi e giocattoli d’epoca.

Al primo piano, su una superficie di circa 500 metri quadri, la sezione di Storia Naturale espone esemplari di flora e fauna, con ambienti ricostruiti che mostrano tanto la ricchezza originaria quanto le trasformazioni dovute all’intervento dell’uomo. A completare il percorso ci sono una Pinacoteca e un auditorium multimediale impreziosito da affreschi francescani, che rendono il museo non solo un luogo di memoria, ma anche uno spazio di cultura contemporanea.

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Leggi anche:  Il cerimoniale secondo ANCI Sicilia: "forma e sostanza" dell'identità istituzionale

La leggenda della Madonna del Bosco e la nascita di Niscemi

Il Museo Civico è solo uno dei tesori di Niscemi, la cui storia affonda le radici in una leggenda che ancora oggi segna l’identità della città. Nel 1599 un pastore, mentre cercava il suo bue smarrito, lo trovò inginocchiato davanti a una pozza d’acqua. Galleggiava un velo serico con impressa l’immagine della Madonna. L’episodio fu considerato miracoloso e certificato da un atto notarile, dando origine al culto della Madonna del Bosco.

Pochi decenni dopo, nel 1626, Giovanna Branciforte ottenne dal viceré Doria il permesso di fondare un nuovo borgo, favorendo l’arrivo di famiglie e lavoratori. Da quel nucleo nacque Niscemi, che crebbe attorno alla devozione mariana e alle attività agricole, diventando una comunità viva e radicata nel territorio.

Alla scoperta di Niscemi con la Rete dei Musei ANCI Sicilia: memoria collettiva tra civiltà contadina e natura - Be Sicily Mag - piazza centrale niscemi
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La piazza principale, cuore della comunità di Niscemi

Il centro di Niscemi si riconosce nella sua piazza principale, dominata dalla Chiesa Madre, costruita dopo il terremoto del 1693 e simbolo della rinascita della città. Attorno alla piazza si affacciano palazzi storici e spazi di incontro che raccontano la vita quotidiana della comunità. È qui che tradizione e socialità si intrecciano: la piazza diventa teatro di feste religiose, processioni e momenti di aggregazione, restituendo l’immagine di un luogo che non è solo architettura, ma essa stessa memoria condivisa.

Il viaggio di BE Sicily Mag continua

Visitare Niscemi significa entrare in un tessuto urbano che conserva ancora il ritmo delle comunità di un tempo. Oggi, grazie alla Rete dei Musei Civici, queste dimensioni locali si proiettano in un contesto più ampio, dove ogni città contribuisce con la propria voce a un racconto corale dell’Isola. Niscemi, dopo TroinaMazara e Caltanissetta, è stata la quarta tappa del viaggio di BE Sicily Mag con Anci Sicilia, che ci porterà a scoprire altri tesori nascosti.

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