La legge regionale n. 26 del 7 ottobre 2024, anche detta legge anti-crack, sul Sistema integrato e diffuso di prevenzione, cura, riduzione del danno e inclusione sociale in materia di dipendenze è giunta alla fase di piena applicazione: in Sicilia arrivano nove centri attivi in tutte la province. L’obiettivo è quello di creare una rete regionale sulle dipendenze, con strutture ad alta soglia e unità pronte a muoversi nei territori con servizi di ausilio.
Una struttura per provincia
All’interno delle nove strutture ad alta soglia, dislocate in ognuna delle province siciliane, saranno erogati servizi intensivi dedicati ai casi più delicati, con assistenza 24 ore su 24, dal supporto psicologico a quello sociale ed educativo.
Per quanto riguarda i servizi di bassa soglia – facilmente accessibili, pensati per intercettare anche chi non si ritenga ancora pronto o non in grado di intraprendere subito un percorso terapeutico – le Asp si sono già attivate rendendo operative le unità mobili. Anche queste una per provincia, mirano a ridurre i rischi immediati, creando un primo contatto con chi è affetto da dipendenza.
Un percorso di cura e rinascita
A coordinare l’attuazione della legge è stato il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani: “Abbiamo fortemente voluto questa legge che oggi dà risposte concrete a tante famiglie siciliane. Si tratta di un sistema complesso che ha richiesto il coordinamento di diversi enti, ma oggi possiamo dire di avere raggiunto il risultato. Con questa rete presente in tutte le province siciliane non ci limitiamo alla cura, ma intendiamo accompagnare le persone in un vero percorso di rinascita che passa anche attraverso il reinserimento lavorativo. È questa la strada che vogliamo seguire, quella di una politica sociale concreta che non lasci indietro nessuno. Ma il nostro impegno non si ferma qui: continueremo a seguire attentamente l’operatività della rete e siamo pronti a intervenire tempestivamente qualora dovessero emergere criticità”.




















