La fiaba popolare nordica dal gusto dolceamaro, che racconta la storia d’amore tormentata della principessa Odette e del principe Siegfried, torna al Teatro Massimo di Palermo con dieci recite. La coreografia che prenderà vita sul palco palermitano è firmata dal direttore del Corpo di ballo Jean-Sébastien Colau ed è accompagnata dalle musiche dirette dal maestro Nicola Giuliani. Ospiti due ballerini di fama internazionale: il palermitano Andrea Sarri, primo ballerino dell’Opéra di Parigi, e Maia Makhateli, stella del Dutch National Ballet di Amsterdam.
Il primo appuntamento è previsto per mercoledì 21 gennaio alle ore 18.30, con la prova generale del balletto, il cui ricavato dei biglietti sarà devoluto all’organizzazione medico-umanitaria indipendente Medici senza Frontiere.
Una nuova veste per Il Lago dei Cigni
A rendere unica la performance è la scelta di una nuova veste coreografica per il capolavoro di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Colau ha infatti deciso di ambientare la scena nell’epoca de Il Gattopardo, rendendo omaggio alla Sicilia di Tomasi di Lampedusa, tra decadenza e splendore, in un’atmosfera aristocratica che richiama l’estetica dei Salina e dei Falconeri. Il tutto è reso possibile anche grazie alle scenografie disegnate da Francesco Zito, coadiuvato dall’assistente Chiara Mirabella, e ai preziosi costumi curati da Cécile Flamand. L’innovazione del coreografo, però, non perde di vista la tradizione classica ereditata da Petipa e Ivanov, riproponendo il balletto nel rispetto della storia originale.

“Per questa coreografia non mi sono ispirato ad alcun riferimento visivo diretto – ha spiegato Jean-Sébastien Colau – ho scelto di lavorare esclusivamente sui miei ricordi. Ho danzato molte versioni di questo balletto e ho voluto conservare le orme di quelle linee e di quei respiri, rielaborandoli secondo ciò che, da danzatore, avrei desiderato vedere in scena. Non ho inventato nuovi passi: si tratta di puro vocabolario accademico, organizzato in un ordine diverso. Il mio bagaglio si riflette nella coreografia, dove i linguaggi si intrecciano e si contaminano”.
La sinossi dello spettacolo
La vicenda de Il lago dei cigni racconta l’amore tra i due protagonisti e il sortilegio del mago Rothbart, di cui è vittima Odette, costretta a trasformarsi in cigno di giorno e a riacquistare sembianze umane solo di notte. L’unica via di salvezza è un giuramento di amore eterno, messo però alla prova dagli inganni di Odile, il “cigno nero”.

Il calendario degli spettacoli
Il Corpo di ballo della Fondazione è quindi pronto per la prima, fissata per il 22 gennaio alle ore 20. Insieme a Colau hanno lavorato con i ballerini anche il coreografo collaboratore Vincenzo Veneruso e l’assistente alla coreografia Agnès Letestu, per rendere lo spettacolo perfettamente calibrato.
Domenica 18 sarà inoltre possibile partecipare a un incontro introduttivo allo spettacolo in Sala ONU, organizzato in collaborazione con l’Associazione Amici del Teatro Massimo: il giornalista e studioso Vito Lentini terrà una conferenza dedicata a Il lago dei cigni. Il calendario prevede le seguenti date: 22, 23, 24, 25, 27, 28, 29, 30, 31 gennaio e 1 febbraio 2026.





















