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L’Ecce Homo di Antonello Da Messina cerca la sua nuova casa: la Sicilia pronta ad accoglierlo

Il vice presidente della Commissione Bilancio all'Ars, Fabio Venezia, ha chiesto che il dipinto venga collocato sull'Isola e l'assessore regionale ai Beni culturali e Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, ha avviato un'interlocuzione con il Ministero della Cultura

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Un importante tassello dell’identità culturale italiana sta per tornare a casa, un’opera di rarità e qualità uniche. Un dipinto a tempera su tavola di Antonello da Messina è stato acquistato nei giorni scorsi tramite la Direzione generale Musei per 14,9 milioni di dollari da Sotheby’s, storica casa d’aste internazionale attiva nel mercato dell’arte. Il BelPaese è dunque pronto ad accoglierlo, ma dove verrà collocato non è ancora certo. La Sicilia, patria dell’autore, si è fatta avanti per rivendicarlo.

Il valore dell’Ecce Homo di Antonello Da Messina

Si tratta di un piccolo pannello dipinto su entrambi i lati: da una parte è raffigurato un intenso “Ecce Homo“, con Cristo coronato di spine; dall’altra un San Girolamo penitente in un aspro paesaggio roccioso. Le dimensioni ridotte e la doppia raffigurazione suggeriscono una funzione devozionale privata, confermata anche dalle tracce d’uso legate alla sua lunga storia come oggetto di culto.

L’Italia si prepara così ad accogliere dunque un’opera che si inserisce nella strategia di ampliamento e valorizzazione del patrimonio culturale italiano e che rappresenta un unicum nel panorama artistico del Quattrocento italiano. È per questo che probabilmente molti musei faranno a gara per averlo nelle loro collezioni.

Il possibile ritorno in Sicilia

Una proposta è stata subito avanzata dal deputato regionale e vice presidente della Commissione Bilancio all’Ars, Fabio Venezia. Trattandosi di una testimonianza rarissima e inestimabile del genio del Maestro messinese, la cui produzione artistica mondiale conta appena quaranta esemplari certi, appena si è diffusa la notizia dell’acquisto dell’opera d’arte, ha proposto al Governo regionale di “attivarsi immediatamente presso il Ministero della Cultura per sollecitare l’esercizio del diritto di prelazione o l’acquisto tramite trattativa privata, offrendo se necessario una compartecipazione finanziaria o logistica”.

Esporre il prezioso dipinto in uno dei Musei regionali della Sicilia significherebbe far tornare la prestigiosa opera nel contesto storico e geografico che lo ha generato. Antonello è il massimo esponente della pittura rinascimentale dell’Isola e ponte culturale tra la tradizione fiamminga e quella italiana. La Sicilia, terra d’origine dell’artista, ospita già alcune sue opere, come il “Ritratto d’uomo” a Cefalù, l'”Annunciata” a Palermo, il “Polittico di San Gregorio” a Messina e l'”Annunciazione” a Siracusa. L’Isola appare quindi il luogo più adatto per ospitarlo, così da ricomporre il suo patrimonio storico-artistico disperso nei secoli. L’opera antonelliana, infatti, travalica i confini della storia dell’arte, ergendosi a simbolo dell’identità siciliana nel mondo.

“La dispersione delle opere del Maestro messinese – afferma Venezia – è una ferita storica che le istituzioni hanno il dovere di sanare ogni qualvolta se ne presenti l’opportunità tecnica e finanziaria. La Sicilia gode di forme di autonomia speciale in materia di beni culturali che giustificano una posizione di preminenza nella custodia delle opere legate alla propria storia millenaria”. Il deputato poi precisa: “Non spetta a me decidere la collocazione museale del dipinto, ma le gallerie e i musei siciliani hanno pieno titolo ad accogliere un’opera di questa portata”.

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Leggi anche:  Palermo pronta ad accogliere il ritorno di due capolavori di Antonello da Messina

E in merito al sistema museale siciliano, commenta: “La Sicilia ha un patrimonio storico-artistico e monumentale di straordinario valore e il sistema museale regionale andrebbe valorizzato per come merita. Così come andrebbero valorizzare le centinaia e centinaia di opere custodite nei magazzini dei musei che potrebbero essere restaurate ed esposte, attraverso prestiti mirati, nei musei civici dei comuni per ampliare il turismo culturale legato ai piccoli borghi”.

L’assessorato ai Beni culturali si muove

Nel frattempo l’assessore regionale ai Beni culturali e Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, ha dichiarato di avere “avviato un’interlocuzione con il Ministero della Cultura, manifestando la piena disponibilità a collaborare per valutare un’eventuale allocazione dell’opera in Sicilia, quale scelta coerente con la storia e con il legame profondo tra il Maestro e la sua regione d’origine”. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è lavorare in uno spirito di leale collaborazione istituzionale, affinché ogni decisione possa valorizzare al meglio il patrimonio culturale nazionale e, al contempo, rafforzare il ruolo della Sicilia come luogo naturale di custodia e promozione dell’opera di Antonello da Messina“.

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