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Rete dei Musei Anci Sicilia: Lercara Friddi e le sue infinite storie

Lercara Friddi apre il Museo Civico di Villa Rose: un nuovo racconto identitario inserito nella Rete dei Musei di Anci Sicilia

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Ci sono luoghi che non raccontano solo la storia di un territorio, bensì anche il modo in cui quel territorio ha imparato a guardarsi. Lercara Friddi è uno di questi. Un paese dell’entroterra palermitano che ha conosciuto la fatica delle miniere e il destino di chi parte e chi, alla fine, sceglie di ritornare.

Il nuovo Museo Civico di Lercara Friddi: archeologia e identità

Oggi, grazie alla Rete dei Musei civici promossa da ANCI Sicilia, questo patrimonio viene inserito in un circuito ben più ampio, in grado di dargli la giusta visibilità. E lo fa attraverso un progetto che riporta al centro Villa Rose, la grande casa ottocentesca che diventerà a tutti gli effetti il cuore culturale del paese.

La riapertura, prevista in questi mesi, del Museo Civico – articolato nella sezione archeologica e nel Museo delle Zolfare – è il punto di arrivo di un lavoro lungo, fatto di restauri, riallestimenti e scelte museografiche che restituiscono dignità a una storia che per troppo tempo è rimasta sospesa. “È stato rinnovato tutto l’allestimento museale: teche, illuminazione, arredi – spiega il sindaco Luciano Marino – E soprattutto è tornato a casa il Pithos”, un grande vaso usato per rituali funerari, risalente all’Età del Bronzo.

Accanto al Pithos, le lamine bronzee – pezzi rarissimi, conservati in condizioni eccezionali – e l’edicola di Ercole che si disseta alla fonte, prestata in passato anche alla Fondazione Federico II per una mostra tematica sull’acqua. Tutte testimonianze delle civiltà che hanno reso viva la zona di Colle Madore, segno di un passato sicano stratificato, di culti e oggetti quotidiani che hanno attraversato millenni tra preistoria e storia.

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Il Museo delle Zolfare: memoria, lavoro e lotte sociali

Ma Lercara non è solo archeologia. È anche zolfo, con le sue miniere e la sua vita sotterranea. Il nuovo Museo delle Zolfare, ospitato al primo piano di Villa Rose, restituisce la memoria di un mondo che ha segnato generazioni di uomini e donne. Una sala immersiva, realizzata con la regia di Peter Bottazzi, accompagna il visitatore in un viaggio sensoriale nelle viscere della terra, tra rumori, luci e immagini che evocano il caldo insopportabile delle gallerie, la fatica dei lavoratori, le lotte per i diritti, le malattie respiratorie che per anni non hanno trovato cura, fino agli studi e alle intuizioni di un lercarese eccellente come il medico Alfonso Giordano, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento.

Si parte quindi dalla sezione archeologica e si arriva alle miniere, passando per laboratori, archivi, spazi didattici e una sala conferenze. Un percorso che restituisce continuità a un territorio che ha conosciuto più volte la frattura, quella dello sfruttamento minerario, quella della chiusura delle miniere tra gli anni Cinquanta e Sessanta, quella dell’emigrazione che ha portato intere famiglie in Belgio, negli Stati Uniti, in Argentina. Un filo che non si è mai completamente spezzato.

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Il Museo My Way e le origini lercaresi di Frank Sinatra

E proprio l’emigrazione è il ponte che collega il Museo civico al Museo My Way, dedicato alle origini lercaresi di Frank Sinatra. Non un museo tradizionale, ma un luogo che racconta la storia di una famiglia e di un’epoca in cui partire significava cercare un futuro possibile. La casa dei nonni, acquistata dalla Fondazione Frank Sinatra per Lercara, è visitabile e custodisce copie degli atti di nascita e matrimonio, fotografie, documenti.

È un luogo piccolo, ma capace di generare emozioni inaspettate: “Una cantante turca, autrice di un album di cover di Sinatra, è venuta qui senza avvisare nessuno – racconta il sindaco – L’abbiamo scoperto da un suo post su Instagram. Era commossa. È la prova che questa storia parla ancora al mondo”.

La Rete dei Musei di ANCI Sicilia come motore di valorizzazione

Lercara Friddi, oggi, prova a tenere insieme tutto questo: la memoria antica, la fatica delle miniere, le traiettorie dell’emigrazione, le storie che hanno attraversato oceani. La Rete dei Musei civici di ANCI Sicilia diventa così un’occasione per restituire visibilità a un patrimonio che non è solo culturale, ma profondamente umano. Un patrimonio fatto di oggetti, certo, ma anche di umanità.

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