Dalla Sicilia a Venezia, passando attraverso una storia personale fatta di malattia, diagnosi incerte, interventi, fragilità e ricerca di un nuovo equilibrio. È il percorso raccontato da Giordana Proto, autrice catanese che ha presentato al Festival di Venezia, nei giorni della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il suo libro d’esordio Libera di guarire.
Il volume nasce da un’esperienza autobiografica profonda, ma prova a trasformare una vicenda privata in una riflessione più ampia sulla possibilità di convivere con una patologia cronica, affrontare le malattie autoimmuni e costruire un percorso di benessere che tenga insieme diverse prospettive.
Dalla malattia alla ricerca
Nel libro Proto ripercorre alcune delle esperienze più significative della propria vita: la malattia e gli interventi, ma anche le gravidanze, il bullismo e gli abusi. Un insieme di vicende che, nel tempo, l’autrice ha scelto di rileggere attraverso un percorso di studio e formazione.
La sua esperienza personale l’ha infatti avvicinata alle discipline bionaturali e bioenergetiche, alla naturopatia e alle pratiche della medicina tradizionale cinese, con l’obiettivo di approfondire l’interconnessione tra corpo, mente e dimensione emotiva. Parallelamente, Proto sta completando il proprio percorso universitario in Scienze biologiche.
Medicina tradizionale e approccio complementare
Uno dei temi centrali del libro è proprio il rapporto tra medicina tradizionale e discipline naturali. La prospettiva proposta da Proto non vuole presentare i due approcci come alternativi, ma come ambiti differenti che, nella sua visione, possono dialogare nel rispetto delle rispettive competenze.
Al centro rimane la persona e la ricerca di un equilibrio psicofisico che tenga conto anche dello stile di vita e della dimensione emotiva. Un tema che nel libro viene affrontato partendo dall’esperienza concreta dell’autrice e dalla sua ricerca di una condizione di benessere dopo un lungo periodo segnato dalla malattia e da diagnosi incerte.
Il titolo Libera di guarire racchiude proprio uno dei concetti fondamentali della sua storia: la remissione come possibilità di riconquistare una condizione di benessere e, insieme, una nuova forma di libertà.
La storia personale diventa condivisione
La scrittura diventa così per l’autrice uno strumento per attraversare e raccontare le proprie fragilità, ma anche per creare un’occasione di confronto con chi vive esperienze simili. Libera di guarire è un viaggio attraverso momenti dolorosi che hanno segnato la vita di Proto e che, attraverso la pagina scritta, assumono una dimensione condivisa.
La presentazione veneziana ha portato questa storia fuori dai confini della Sicilia, inserendola nel contesto degli appuntamenti culturali che animano il Lido durante i giorni della Mostra. Un luogo in cui la letteratura ha incontrato il cinema e, più in generale, il valore dell’arte come forma di espressione e di elaborazione personale.
La presentazione di Libera di guarire alla Mostra di Venezia diventa così un nuovo capitolo di un percorso iniziato dalla catanese Giordana Proto nella dimensione più privata della propria esperienza e arrivato ora a un contesto internazionale. Una storia personale che attraverso il libro prova a trasformarsi in testimonianza e occasione di dialogo sui temi della salute, della fragilità e della ricerca di un nuovo equilibrio.






















