giovedì | 18 Luglio | 2024
MARCO PETROLITO
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A contraddistinguermi è la passione per la musica e l'arte. Ma amo anche viaggiare ed il buon cibo. E vivo di sport. Giornalista da quasi 20 anni per provare a raccontare e a trasmettere, con la scrittura, le emozioni legate al mio mondo.

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Giornata mondiale della siccità, la Sicilia a rischio desertificazione: sì a interventi per salvare l’agroalimentare 

La Sicilia ha registrato un record negativo di piogge ed è sempre più a rischio siccità e desertificazione: l'allarme

MARCO PETROLITO
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A contraddistinguermi è la passione per la musica e l'arte. Ma amo anche viaggiare ed il buon cibo. E vivo di sport. Giornalista da quasi 20 anni per provare a raccontare e a trasmettere, con la scrittura, le emozioni legate al mio mondo.

La Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità si celebra oggi, lunedì 17 giugno, e si concentra soprattutto su quello che è il futuro della gestione del territorio. È stato stimato infatti che ogni secondo che passa, l’equivalente di 4 campi da calcio di terreno sano viene degradato. E anche la Sicilia, com’è noto, è più che mai a rischio. Nella nostra isola sono soprattutto la mancanza di pioggia e la carenza delle infrastrutture idriche a creare problemi con i raccolti, che, in alcune zone, quest’anno sono stati praticamente azzerati. Molti agricoltori, per salvarli, hanno dovuto ricorrere agli “straordinari” aiutandosi con mezzi di fortuna come autobotti e cisterne.

La crisi causata dalla siccità nell’agroalimentare e in natura

La crisi relativa alla siccità, come ha sottolineato recentemente anche Coldiretti, in Sicilia si aggrava ogni giorno di più, dopo un inizio d’anno che nel sud Italia è stato il più caldo di sempre con una temperatura di 1,67 gradi superiore rispetto alla media degli ultimi 200 anni. Ed è così che le conseguenze non sono tardate ad arrivare, col grano, i cereali ed i foraggi che calano drasticamente. Molti coltivatori hanno preso la sofferta decisione di non trebbiare per non generare altri costi aggiuntivi e gli allevatori non hanno ancora avuto il via libera ai voucher fieno. Lo stesso accade in relazione ad ortaggi e alberi da frutto.

Le conseguenze della siccità non sono tuttavia le uniche della siccità. L’acqua che si è ritirata a centinaia di metri di distanza dal relativo canneto con al centro poco più di una pozzanghera è ciò che rimane, nelle ultime settimane, del lago di Pergusa, nell’ennese, dove la situazione, in generale, è sempre più critica rispetto alle coste.

Anche il mitico lago del ratto di Proserpina dalle acque “rosse”, dunque, si sta prosciugando (situazione, questa, che si sta riproponendo nei laghi di altre zone della Sicilia) rendendo la situazione sempre più drammatica: la siccità sta mettendo in crisi, soprattutto nell’entroterra, l’intero settore agroalimentare, e, come hanno sottolineato anche i rappresentanti di Legambiente, rischia di colpire l’approvvigionamento di acqua potabile, le operazioni antincendio e la produzione di energia idroelettrica.

Le soluzioni: via libera agli interventi urgenti

In Sicilia, durante quest’inverno (ma anche in primavera) è stato registrato un vero e proprio record negativo di piogge, come hanno fatto rilevare numerosi studi a riguardo, ed è così che qualche settimana fa il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato d’emergenza nazionale per la siccità nell’isola per i prossimi 12 mesi stanziando i primi 20 milioni di euro con la possibilità di incrementare le risorse.

Il governo siciliano, a tal riguardo, ha trasmesso a Roma una lista degli interventi necessari per ridurre gli effetti della crisi dovuta alla mancanza di piogge: le soluzioni più rapide sarebbero state individuate nell’acquisto di nuove autobotti nei comuni in crisi e nella sistemazione di altri mezzi in un centinaio di enti locali. Previsti circa 130 interventi, poi, tra rigenerazione di pozzi, trivellazione di pozzi gemelli e riattivazione di quelli abbandonati, potenziamento degli impianti di pompaggio e delle condotte, realizzazione di nuove condotte d’interconnessione e bypass.

Per i prossimi mesi, infine, si sta valutando la ristrutturazione e il riavvio dei dissalatori di Porto Empedocle, nell’Agrigentino, e di Trapani, operazioni che richiederanno tempi e procedure più lunghe.

Il piano della Regione per combattere siccità e desertificazione 

Vista la situazione piuttosto critica, la Sicilia è tra le prime regioni d’Italia ad essersi dotata di un dettagliato piano per la lotta alla desertificazione: proprio in occasione della giornata istituita dalle Nazioni Unite, la Regione ha provveduto all’approvazione del documento predisposto dall’Autorità regionale idrica grazie al contributo di un Comitato tecnico-scientifico istituito ad hoc (con la collaborazione dei 4 atenei siciliani e degli ordini professionali interessati).

Secondo i dati a sostegno del piano le “aree critiche” a rischio desertificazione rappresentano oltre la metà dell’intera regione (per la precisione il 56,7%). I principali fenomeni di degrado in Sicilia sono legati all’erosione e alla salinizzazione dei suoli, all’aridità e siccità e all’impatto delle attività antropiche. Proprio per questo motivo il documento definisce un sistema di azioni che interessa i settori prioritari del comparto agricolo, forestale, delle risorse idriche, dell’assetto del territorio e dei rischi idrogeologici. Le azioni di maggior rilievo che verranno messe in campo saranno quelle relative al contrasto dei fenomeni erosivi, prevedendo interventi di forestazione e di manutenzione del territorio. Altri opere rilevanti mireranno alla riduzione dell’impatto delle attività antropiche e all’attuazione di pratiche di sviluppo sostenibile.

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