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“L’amore che ho”, il film sulla vita di Rosa Balistreri proiettato in anteprima a Palermo: presente il cast

L'evento al Centro Sperimentale di Cinematografia dei Cantieri Culturali alla Zisa ha riscosso grande successo: presente anche il cast

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È stato presentato al Centro Sperimentale di Cinematografia dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo il film “L’amore che ho”, che racconta la Sicilia degli anni Venti attraverso uno dei personaggi popolari più noti: Rosa Balistreri. La prima cantastorie donna, che attraverso la sua musica, ha dato voce a tutte le siciliane, spesso maltrattate e destinate a una vita di infelicità, succubi di uomini violenti e di una società maschilista dove il genere femminile non aveva alcuna possibilità di rivalsa. La pellicola è un tributo alla ribelle cantautrice, divenuta famosa e osannata, come accade spesso, dopo la sua scomparsa.

“L’amore che ho”, il film su Rosa Balistreri

L’amore che ho”, decisamente intenso e duro ma assolutamente necessario, descrive perfettamente gli anni difficili vissuti da Rosa Balistreri, nata e cresciuta in una famiglia povera a Campobello di Licata, in provincia di Agrigento, dove i matrimoni non erano celebrati per amore, ma per sopravvivenza. Il film, scritto e diretto da Paolo Licata e prodotto da “Dea film” e “Moonlight” con il contributo della Sicilia Film Commission, è un tributo alla donna anticonformista. Il rifiuto di appartenere a una società antifemminista ha infatti segnato profondamente la sua vita.

La pellicola è un continuo salto temporale. A interpretare la protagonista nelle diverse fasi di vita, dagli anni Quaranta fino alla morte avvenuta nel 1990, sono le attrici siciliane Anita Pomario, Donatella Finocchiaro e Lucia Sardo. Tutte e tre hanno dato voce e volto a una Rosa Balistreri segnata da demoni del passato, probabilmente mai andati via, tra le violenze subite personalmente e il femminicidio della sorella, avvenuto davanti i suoi occhi.

Tra gli altri attori siciliani del cast, anche Tania Bambaci, che interpreta Angela, l’unica figlia della cantautrice. Un rapporto difficile, pieno di sofferenza, e recuperato negli ultimi anni di vita della cantastorie. Vincenzo Ferrera, invece, è il padre di Rosa. L’attore ha ammesso di avere portato sul set un po’ della figura della mamma, che negli anni Cinquanta aveva assistito in prima persona al femminicidio della sorella. Nel film è presente anche Carmen Consoli, cantante siciliana che ha sempre dichiarato la personale devozione a Rosa Balistreri, considerandola una guida. Il titolo è tratto da una canzone della stessa Rosa: l’Amuri ca v’haiu.

Tania Bambaci, Anita Pomario, Paolo Licata, Lucia Sardo e Donatella Finocchiaro
Tania Bambaci, Anita Pomario, Paolo Licata, Lucia Sardo e Donatella Finocchiaro

La presentazione a Palermo

Il film “L’amore che ho” è stato proiettato in anteprima martedì 6 maggio a Palermo. L’evento al Centro Sperimentale di Cinematografia dei Cantieri Culturali alla Zisa ha riscosso grande successo. Il cast è stato accolto tra gli applausi del pubblico. Adesso verrà proiettato in tutti i cinema d’Italia. 

Leggi anche:  Marineo premia l'attrice Donatella Finocchiaro: "Ha dedicato tutta se stessa al teatro e al cinema"

A spiegare il valore della pellicola è stato il regista Paolo Licata. “Rosa Balistreri è un personaggio importante per noi siciliani e per l’Italia intera, per le donne e per tutti coloro che si schierano dalla parte dei più deboli. Non conoscevo benissimo la sua storia, ma documentandomi ho scoperto quanto la sua vita sia stata incredibilmente travagliata e costellata da eventi per lo più tragici. Da qui è nata l’idea di farne un film. È un personaggio quanto più attuale ed è importante vedere questo film oggi”.

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“Per me – ha affermato Lucia Sardo – non è stato difficile interpretare Rosa Balistreri, non ho dovuto studiare come per tanti altri personaggi che ho interpretato in passato. La sentivo talmente tanto nelle mie corde che avevo molta voglia e desiderio di raccontarla. Io stessa sono una donna siciliana, la mia famiglia è tutta al femminile. Ho sentito Rosa come una sorellina”.

“Fare un film su Rosa Balistreri – ha detto invece Donatella Finocchiaro – è stato come dare luce a un personaggio che per noi siciliani rappresenta un pezzo della nostra storia e della nostra terra. Io ho raccontato il momento più candido che ha vissuto, il successo di Sanremo, il periodo d’oro. Il suo canto risuona ancora oggi nella vita di tutti noi siciliani. Lei ha cantato la nostra terra, ha cantato il grido dei poveri, degli emarginati e delle persone che hanno subito violenza, come lei”.

Presente alla proiezione anche Vincenzo Ferrera, l’attore che interpreta il padre della cantautrice. “Per me è stato un privilegio. Per i siciliani è sempre stata un mito, un’icona. Ho scoperto la vita difficile che ha affrontato Rosa Balistreri e mi dispiace tanto che un personaggio così, una grande artista come, sia stata riconosciuta soltanto postuma. Non ha potuto apprezzare il successo e raccogliere i frutti del proprio lavoro. È morta in un momento in cui era stata un po’ abbandonata. Adesso tutti la osannano e questo non mi sembra giusto”.

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