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Catania riscopre il suo Criptoportico: riapre al pubblico il tesoro nascosto del Giardino Bellini

Dopo quasi due secoli torna fruibile il Criptoportico del Giardino Bellini di Catania, restaurato con fondi Pnrr e visitabile gratuitamente ogni domenica a partire dal 15 febbraio

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Dopo quasi due secoli, è stato restituito alla città di Catania il Criptoportico del Giardino Bellini, con visite domenicali gratuite. Il sito si trova nel cuore di Catania, incastonato nello storico parco ottocentesco caratterizzato da terrazze, viali alberati e scorci scenografici. Il progetto di restauro e valorizzazione è stato finanziato con fondi Pnrr e curato dalla Direzione comunale Politiche per l’Ambiente.

L’area un tempo faceva parte dei terreni dei Principi di Biscari e conserva una forte valenza paesaggistica e identitaria, integrandosi armoniosamente nel contesto urbano e vegetale della storica città. Per lungo tempo il monumento è stato pressoché sconosciuto ai catanesi e oggi torna ad essere parte integrante del patrimonio cittadino. Obiettivo dell’amministrazione è rendere questo suggestivo scorcio della città sempre più fruibile, richiamando la Catania del Settecento e la storia originaria del giardino Bellini.

Le origini del Criptoportico di Catania

Il Criptoportico affonda le sue radici nel periodo in cui il principe Ignazio Paternò Castello volle realizzare, secondo la moda del tempo, una serie di gallerie ipogee con volte a botte, concepite come percorso sotterraneo ad anello, arricchito da nicchie, lucernai e affacci sull’occhio del labirinto. Il luogo, infatti, fu creato in corrispondenza dell’antico Laberinto del giardino. Un dialogo architettonico e simbolico tra spazio verde e spazio sotterraneo, secondo il gusto e le suggestioni filosofiche dell’epoca.

Catania riscopre il suo Criptoportico: riapre al pubblico il tesoro nascosto del Giardino Bellini - Be Sicily Mag - criptoportico catania 3
(Foto dal Comune di Catania)

La galleria è scavata nel banco lavico, con andamento curvilineo che segue la morfologia del parco. L’area del “Laberinto” è il nucleo originario del Giardino, che prende il nome, probabilmente sin dalla fine del 1600, dall’impianto a croce col quale erano disposte le piante affidate alle cure del possessore, il sacerdote Francesco Maria Scionti, che nel 1719, lo cedette a Vincenzo Paternò Castello. Alla sua morte, nel 1749, ne divenne proprietario il figlio, il Principe Ignazio Paternò Castello, che volle riprendere ed enfatizzare il concetto di “Laberinto”, creando un dedalo intricato di percorsi realizzati tramite fitti filari perlopiù di cipressi, mirti e siepi, arricchiti da fontane, cascate e ponticelli, disposti attorno ad uno spazio scavato, definito successivamente “l’occhio del labirinto”.

Le pareti, scandite da nicchie ad arco ribassato, richiamano i modelli sette-ottocenteschi di architettura ispirata all’antico. La pietra grezza, le aperture circolari e i giochi di luce naturale generano un effetto di sorpresa e mistero, tipico del paesaggismo romantico. Le aperture laterali, oggi grate, suggeriscono un uso scenografico pensato per incorniciare fontane o scorci naturali. Il Criptoportico funge da passaggio tra la parte alta del parco e i terrazzamenti inferiori, integrandosi con altri elementi del giardino: la maestosa scalinata monumentale, la vasca centrale con giochi d’acqua, il chiosco musicale in stile Liberty e le aree verdi all’italiana. L’intero impianto riflette un raffinato disegno paesaggistico ottocentesco, dove natura, architettura e memoria si fondono armoniosamente.

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Nel corso dell’Ottocento le gallerie furono ampliate, ma, successivamente, con il passaggio dell’area al Comune e la trasformazione in giardino pubblico, il Criptoportico conobbe un periodo di abbandono e di utilizzo improprio, fu infatti occupato da impianti tecnici e in parte adibito a deposito, perdendo così la sua funzione originaria. Oggi avrà finalmente nuova vita.

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La visite

Grazie agli interventi di ripulitura, al recupero delle superfici, alla nuova pavimentazione e all’illuminazione per valorizzare l’ambiente e i reperti rinvenuti, questo spazio viene adesso restituito alla città come luogo di memoria e di cultura. In vista delle Giornate di Primavera del FAI del 21 e 22 marzo 2026, sono state effettuate delle riprese all’interno del sito, durante una performance degli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo “Angelo Musco”, alla presenza del Sindaco Enrico Trantino e dell’Assessore Giovanni Petralia, per la realizzazione di un video promozionale destinato alla diffusione nazionale.

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(Foto dal Comune di Catania)

Inoltre, per garantire un’apertura stabile al pubblico e per favorire la conoscenza del luogo da parte dei cittadini, il comune di Catania ha stipulato una convenzione con il Liceo “Boggio Lera”. Gli studenti avranno il ruolo di guide, nell’ambito dei percorsi di formazione scuola lavoro, accompagnando i visitatori alla scoperta di questo straordinario spazio sotterraneo. Le visite guidate gratuite sono in programma ogni domenica, a partire dal 15 febbraio, dalle 9.30 alle 12.30.

Il commento delle istituzioni

Il Sindaco Trantino e l’Assessore Petralia hanno sottolineato come il Criptoportico rappresenti “un luogo simbolico restituito alla comunità dopo due secoli di abbandono, destinato a diventare un punto di riferimento per la storia e l’identità di Catania“. L’impegno è quello di valorizzarlo ulteriormente, promuovendo un’organizzazione delle visite sempre più strutturata e stabile, così da essere inserito in modo duraturo nei percorsi culturali e turistici, affinché questo spazio recuperato diventi un punto di riferimento per l’identità e la storia di Catania.

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