Questa mattina, negli spazi del Centro Sperimentale di Cinematografia, a Palermo, ha avuto luogo la conferenza stampa di Jastimari – Il rifugio, il nuovo film di Riccardo Cannella, già presentato al Taormina Film Festival ora in uscita nelle principali sale italiane. Ambientato nei boschi delle Madonie in una realtà distopica – ma non sempre distante da quella attuale – vede tra i protagonisti Francesco Foti e Rossella Brescia, ma anche Alberto Troiano e Giorgio Colangeli.
Jastimari è stato prodotto da Cinnamon, Indaco Films e Pma Films con il contributo del Ministero della Cultura e della Sicilia Film Commission e ha la fotografia del pluripremiato Daniele Ciprì, palermitano. A introdurre gli interventi del cast e della regia c’era Ivan Scinardo, direttore della sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia.
Un film non sempre horror in lingua arbëreshe
Jastimari è un film che riporta indietro, a una Sicilia in cui vige un tempo indefinito e in cui i protagonisti, lontani da ogni qualsivoglia forma di modernità – abitanti dei boschi delle Madonie – dialogano in arbëreshe: “È stata una grande sfida per gli attori imparare a recitare in questa lingua. Ma credo sia uno di quegli aspetti della nostra terra che devono essere raccontati e valorizzati” ha dichiarato il regista.
Si tratta di un lungometraggio che non si colloca in modo netto all’interno di un genere. “Viene definito horror, ma non credo lo sia fino in fondo. Quando l’ho scritto non pensavo a un horror: volevo raccontare la società di oggi attraverso una metafora. Se fa paura, allora dovrebbe far riflettere”.
La soddisfazione del cast di “Jastimari”
La presentazione del nuovo prodotto cinematografico firmato da Cannella è avvenuta alla presenza di gran parte del cast: Francesco Foti, Maria Amato, Angela Motta, Irene de Gaetano, Giuseppe Lanza, Simone Bagarella.
Presente anche la co-produttrice Miriam Rizzo: “Ho capito che ne valeva la pena la prima volta che ho letto la sceneggiatura. Era un film che andava fatto. Diverso, una sfida vera e propria ed una sfida di tutti. L’abbiamo fatto grazie alla forza e l’impegno di tutti, o meglio la devozione. Con le risorse a disposizione o amavi il progetto e lo sposavi dall’inizio o non c’entravi nulla. So quello che c’è dietro, la fatica, l’amore, le liti, i pianti e per questo, ogni volta che lo guardo mi emoziono” ha dichiarato.
In quest’occasione, gli attori hanno espresso la propria soddisfazione per il progetto e raccontato qualche curiosità sul dietro le quinte. Tra loro, anche l’attore catanese Francesco Foti (Il cacciatore, Il metodo Fenoglio), soggetto a una trasformazione fisica per entrare nel ruolo del protagonista Saro: “Io arrivavo leggermente prima degli altri e servivano un paio d’ore per riuscire ad avere quell’aspetto. È veramente molto difficile imbruttirmi”, ha scherzato.
L’attrice ragusana Maria Amato, come gli altri, ha ringraziato il regista Riccardo Cannella: “Mi ha molto lusingato il fatto che Riccardo mi abbia detto che quando ha scritto il mio ruolo lo ha fatto pensando a me. È una cosa straordinaria da parte di un regista”.
“In Sicilia si può girare di tutto”
Il regista ha concluso il suo intervento ricordando le ricchezze dell’Isola: “La Sicilia è un luogo dove si può girare di tutto, dove si può fare cinema a 360 gradi durante tutto l’anno. E’ un territorio meraviglioso, ricco di cultura, che deve essere valorizzata”.





















