Per il cinema palermitano la 71ª edizione del David di Donatello è stata un vero trionfo. A portare a casa le statuette sono state infatti Aurora Quattrocchi, premiata come miglior attrice protagonista, e la regista della stessa pellicola, Margherita Spampinato, vincitrice del premio come miglior regista esordiente. Le candidature annunciate nelle settimane scorse avevano già suscitato entusiasmo, confermando ancora una volta il ruolo centrale della Sicilia nel panorama cinematografico nazionale. La vittoria dei premi, però, ha regalato all’Isola un profondo senso di orgoglio e felicità. Sul palco di Cinecittà, l’attrice 84enne ha celebrato con forza la “gioia, meraviglia e fantasia” del cinema italiano.
La consacrazione di Aurora Quattrocchi
Aurora Quattrocchi aveva già ricevuto una nomination al David di Donatello nel 2023 per il film Nostalgia, senza però riuscire a conquistare il premio. Quest’anno, invece, ha finalmente stretto tra le mani la tanto desiderata statuetta, simbolo di una carriera nel mondo della recitazione lunga oltre cinquant’anni. L’attrice ha infatti debuttato a teatro nel 1974 con lo spettacolo Attore con la O chiusa di Franco Scaldati, per poi approdare al piccolo e grande schermo. A contendersi il premio come miglior attrice protagonista insieme a lei c’erano Valeria Bruni Tedeschi, Barbara Ronchi, Anna Ferzetti, Valeria Golino e Tecla Insolia.
“Io mi auguro che il cinema possa avere sempre, sempre, sempre di più successo, meraviglia, fantasia e gioia… E Gioia mia non deve finire mai” ha dichiarato l’attrice durante il ritiro del premio.
Il successo di “Gioia mia” e l’esordio di Margherita Spampinato
Gioia mia, ambientato in Sicilia, intreccia la storia di legami familiari che si ricuciono e di un percorso di riscatto personale, attraverso uno sguardo quotidiano sulla vecchiaia e sul passare del tempo. Un racconto intenso che, oltre al premio per Aurora Quattrocchi, ha portato anche alla vittoria di Margherita Spampinato come miglior regista esordiente, dopo il successo del Festival di Locarno.
“Questo film mi ha fatto fare degli incontri importanti, senza i quali non ci saremmo riusciti. Questo premio per me è uno stimolo importante per continuare ad amare le storie che raccontiamo e a credere nei sogni”, ha detto la regista, ringraziando poi Aurora Quattrocchi “per la sua fantasia, la sua passione e la sua creatività”.
L’appello in difesa del cinema italiano
Durante il suo discorso, Aurora Quattrocchi si è inoltre unita al coro di altri premiati, soffermandosi sull’importanza di sostenere il cinema italiano non solo come industria, ma anche come pilastro della cultura nazionale. Gli attori hanno parlato della necessità di maggiore attenzione da parte delle istituzioni e del rispetto verso l’intera categoria e le sue maestranze. SI è inoltre ricordato come il cinema rappresenti uno spazio di meraviglia collettiva da tutelare e valorizzare, lanciando un appello per il futuro delle sale cinematografiche.
“Che riaprano le sale cinematografiche grandi come questa, non se ne può più di quelle salette micragnose dove il film non viene visto”, ha dichiarato ricevendo il premio l’attrice siciliana.

















