I laghi di Ganzirri e Faro costituiscono il cuore della Riserva Naturale Orientata “Laguna di Capo Peloro”, situata nell’estrema punta nord-orientale della Sicilia, dove il Mar Tirreno incontra lo Ionio. Si tratta di due bacini costieri comunicanti con il mare attraverso canali naturali e artificiali che determinano un continuo ricambio d’acqua e creano condizioni ambientali molto particolari.
Per la tutela di questa ricchezza naturale siciliana, a partire dal 15 maggio entrerà in vigore una nuova ordinanza della Guardia costiera che vieta la navigazione a motore all’interno dei laghi e nei relativi canali. Una decisione che punta a salvaguardare l’equilibrio ambientale della Laguna.
La misura, annunciata dal comandante della Guardia costiera dopo una segnalazione dell’Azienda sanitaria dello scorso anno, rappresenta una vera e propria stretta contro comportamenti considerati incompatibili con la fragilità del sistema lagunare. Saranno consentite esclusivamente la navigazione a remi, previa autorizzazione dell’Ente gestore della Riserva naturale orientata “Laguna di Capo Peloro”, e quella effettuata con motori ecologici dalle unità al servizio dei molluschicoltori autorizzati.
Controlli, telecamere e divieti
L’ordinanza non si limita a vietare i motori tradizionali. All’interno dei laghi e dei canali saranno proibiti anche sosta, ancoraggio e ormeggio, fatta eccezione per le unità autorizzate dall’Ente gestore. Le imbarcazioni abilitate dovranno essere censite e facilmente identificabili attraverso un numero di fiancata, così da consentire controlli immediati da parte delle forze dell’ordine.
A rafforzare il sistema di vigilanza contribuirà anche l’attivazione di telecamere lungo l’area lagunare, pensate sia come deterrente sia come strumento per individuare eventuali trasgressori. L’obiettivo è evitare l’inquinamento delle acque, il disturbo della fauna e il deterioramento di un habitat già sottoposto a forti pressioni ambientali.
Un ecosistema unico tra mare e laguna
Il Lago Grande di Ganzirri è il più esteso dei due laghi peloritani, caratterizzato da acque salmastre e da una forte interazione con le attività umane. Poco distante si trova il Pantano Piccolo di Faro, più piccolo ma ecologicamente ancora più delicato. Entrambi rappresentano un habitat ideale per numerose specie di uccelli migratori, pesci e organismi acquatici.
La peculiarità di questi laghi risiede proprio nel loro equilibrio: un sistema fragile, sospeso tra ambiente marino e lacustre, che negli anni ha dovuto fare i conti con urbanizzazione, scarichi e traffico nautico.
La tradizione della molluschicoltura
I laghi di Ganzirri e Faro non sono soltanto un patrimonio naturalistico ma da secoli rappresentano anche un importante centro di molluschicoltura, un’attività storica profondamente legata a Messina e ai laghi. Qui si allevano soprattutto cozze e vongole. Proprio per questo la nuova ordinanza prevede deroghe per i mezzi dei molluschicoltori, purché utilizzino motori ecologici e rispettino precise prescrizioni ambientali.
Un patrimonio ambientale da difendere
Negli ultimi anni la Laguna di Capo Peloro è tornata al centro del dibattito sulla sostenibilità ambientale a Messina. Le segnalazioni relative al deterioramento delle acque e alla presenza di attività non compatibili con l’ecosistema hanno spinto le autorità ad adottare misure più severe.
L’area è sottoposta a un articolato sistema di tutela ambientale, igienico-sanitaria e paesaggistica, ma la sua salvaguardia dipende anche dai comportamenti quotidiani dei residenti.















