Un passo importante per la ricerca biomedica italiana arriva da Catania. Al Center for Advanced Preclinical in vivo Research (CAPiR) dell’Università di Catania è entrato in funzione un acceleratore lineare per Electron FLASH Therapy, una tecnologia innovativa destinata allo studio di nuove strategie contro i tumori. Il sistema, tra i primi disponibili nel Paese per la ricerca preclinica, è frutto della collaborazione tra l’Ateneo catanese e i Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN e si inserisce nel progetto nazionale ANTHEM dedicato alle terapie oncologiche di nuova generazione.
Una tecnologia innovativa per la ricerca oncologica
La FLASH Therapy rappresenta una delle frontiere più promettenti della radioterapia. Questa tecnica consente di somministrare fasci di elettroni ad altissima intensità in tempi estremamente ridotti, fino a mille volte più rapidamente rispetto ai trattamenti tradizionali: gli studi preclinici condotti negli ultimi anni hanno evidenziato la capacità di preservare in misura maggiore i tessuti sani mantenendo l’efficacia contro le cellule tumorali.
L’arrivo dell’acceleratore al CAPiR permette ai ricercatori di condurre sperimentazioni avanzate senza dover ricorrere a strutture esterne, rafforzando la capacità del centro catanese di sviluppare studi traslazionali in grado di avvicinare la ricerca di laboratorio alle future applicazioni cliniche. L’infrastruttura è inserita in un ecosistema scientifico già dotato di laboratori specializzati, piattaforme di imaging e strutture per la ricerca preclinica, creando una delle realtà più avanzate del panorama nazionale.
Dal glioblastoma all’ultra FLASH: le prospettive future
Uno dei principali filoni di ricerca riguarda il glioblastoma, una delle forme più aggressive di tumore cerebrale. Gli studiosi stanno valutando come la FLASH Therapy possa essere combinata con strategie mirate al metabolismo tumorale per contrastare i meccanismi che rendono questa neoplasia particolarmente resistente alle terapie convenzionali. I primi risultati ottenuti su modelli preclinici hanno già evidenziato alterazioni metaboliche che potrebbero aprire la strada a trattamenti sempre più personalizzati.
L’iniziativa si inserisce in una collaborazione scientifica avviata nel 2017 che coinvolge, oltre all’Università di Catania e all’INFN, anche l’Azienda Ospedaliera Cannizzaro e il CNR. Le prospettive guardano già oltre: nei prossimi mesi ai Laboratori Nazionali del Sud sarà disponibile il sistema I-Luce, basato su accelerazione laser ad alta potenza, che consentirà di sperimentare la modalità ultra FLASH. Un ulteriore passo che potrebbe trasformare Catania e la Sicilia in uno dei principali poli europei per lo sviluppo delle nuove terapie oncologiche.
















