Si stringono i tempi per la definizione del progetto del futuro Stadio Renzo Barbera di Palermo e sulle procedure legate alla sua partecipazione agli Europei 2032. La convenzione tra il Palermo e il Comune dovrà arrivare in consiglio comunale entro il 28 luglio, così da rispettare la scadenza del 31 luglio, data del verdetto Uefa. In queste ore, però, il percorso resta condizionato da alcuni nodi, che rendono necessaria una ulteriore revisione dei documenti.
I nodi per il nuovo Stadio di Palermo
Il passaggio più delicato è atteso con la conferenza decisoria, chiamata a esprimersi su un punto che può fermare l’intero iter. Al centro c’è una questione che riguarda la disponibilità di spazi necessari a garantire il transito in sicurezza dei tifosi ospiti. Le aree inizialmente individuate si trovano alle spalle della gradinata e fanno parte delle pertinenze dell’Ippodromo La Favorita. A gestirle è Sipet, che ha avanzato una richiesta di poco inferiore a 6 milioni e 700 mila euro, una cifra giudicata incompatibile con il piano economico-finanziario previsto per l’operazione. È per questo motivo che si stanno cercando delle soluzioni alternative. Se non verrà raggiunto l’accordo, il piano economico-finanziario rischia di non reggere e la conferenza decisoria non potrebbe dare il via libera. A questo punto anche l’erogazione del contributo finanziario prospettato dalla Regione Siciliana rischia di venire meno.
Le modifiche alla convenzione tra Comune e Palermo
Nel frattempo il testo della convenzione è stato nuovamente corretto. Tra i punti che necessitavano di una revisione c’è quello dei parcheggi. Dopo il rifiuto definitivo dei Rangers sull’ipotesi dell’ex campo nomadi, la soluzione individuata è il Campo bianco, sul lato sud dello stadio. Si tratta però di un’opzione prevista come alternativa e utilizzabile solo come ultima possibilità, con la necessità di una variante urbanistica.
Un altro capitolo riguarda gli spazi che verrebbero concessi alla società. Queste aree potranno essere utilizzate anche per installare impianti pubblicitari. L’ultima bozza introduce una novità precisa: i cartelloni non dovranno essere rivolti esclusivamente verso l’interno, ma potranno risultare visibili anche da strade e piazze, pur in deroga ai limiti previsti.
Il canone
È stata ritoccata infine anche la parte economica relativa al canone. L’importo resta fissato in 800 mila euro, ma cambia il meccanismo di aggiornamento, che non sarebbe più annuale bensì ogni quattro anni. Resta inoltre la previsione della compensazione fino a 72 milioni di euro con le somme anticipate dalla società, altro elemento inserito nel quadro della convenzione ora attesa al passaggio in consiglio.





















