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Un computer quantistico contro il cancro, il progetto di Sabrina Maniscalco da Helsinki alla sua Sicilia

L'ex professoressa di informazione quantistica all’Università di Helsinki, siciliana nata a Mazara del Vallo, ha lasciato la carriera accademica per fondare una startup che programma computer quantistici: adesso è tornata in Italia dopo 22 anni

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Due milioni di dollari di premio per il progetto più avanzato al mondo nell’uso del calcolo quantistico per scoprire farmaci contro il cancro. Ha battuto Harvard, Stanford e Oxford. Sabrina Maniscalco, ex professoressa di informazione quantistica all’Università di Helsinki, siciliana nata a Mazara del Vallo, ha lasciato la carriera accademica per fondare una startup che programma computer quantistici: adesso è tornata in Italia dopo 22 anni. Il suo sogno è progettare e costruire il campione europeo («anzi globale») del quantum computing.

Chi è Sabrina Maniscalco

Sabrina Maniscalco è una delle principali ricercatrici europee nel campo dell’informatica quantistica. Il suo lavoro si concentra sullo sviluppo di algoritmi quantistici che possano essere utilizzati in applicazioni concrete, in particolare nella scoperta di nuovi farmaci e nelle scienze della vita. Ha conseguito il dottorato in Fisica Teorica presso l’Università di Palermo nel 2004. Opera come cofondatrice e CEO di Algorithmiq, un’azienda che sviluppa algoritmi quantistici per applicazioni nelle scienze della vita, nella chimica e nella scoperta di nuovi farmaci e guida un gruppo che crea software per computer quantistici in grado di simulare il comportamento di molecole molto complesse. L’obiettivo è accelerare la progettazione di nuovi medicinali, riducendo tempi e costi rispetto ai metodi tradizionali.

Lo scorso 30 luglio, insieme a IBM, l’azienda con i computer quantistici più potenti al mondo, ha annunciato una notizia straordinaria. “Siamo riusciti a dimostrare che il computer quantistico può risolvere problemi fuori dalla portata dei supercomputer più potenti al mondo. E il risultato è affidabile”.

Il progetto

In un’intervista al Corriere della Sera, Sabrina Maniscalco ha ripercorso le tappe principali del suo percorso: “La fisica quantistica è la cosa più affascinante che c’è, ti spinge ad andare oltre, stimola la creatività, perché quello che succede nella fisica quantistica è sorprendente e va contro la logica. Dopo 22 anni sono tornata in Italia per fare la cosa più difficile del mondo. I quantum computer sono al momento macchine bambine, ma è una tecnologia che va veloce, con potenzialità enormi. Vogliamo operare dall’Italia e da qui vogliamo scalare nel mondo. In Finlandia non ci sentivamo abbastanza rappresentati. La fisica quantistica è nata in Europa, ma le scuole migliori sull’informazione quantistica le abbiamo in Italia”.

Quella di Algorithmiq è per lei un’incredibile avventura: la scaleup ha raccolto 36 milioni di euro, l’ultimo round da 18 milioni chiuso a maggio 2026 (con United Ventures e CDP Venture Capital), il più significativo investimento di venture capital mai fatto in Italia in una startup quantum. Ha uffici a Londra, Helsinki, Dublino. Nel team 50 talenti.

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Ma concretamente, a cosa serve programmare computer quantistici? “Un esempio di quello che noi facciamo ha a che fare con la scienza della vita, la farmacologia e tutte le industrie con alla base la chimica. Vuol dire immaginare una realtà in cui molecole molto complesse, come per esempio quelle usate per curare il cancro, invece di passare per la pipeline classica dell’early drug discovery, ossia in laboratorio, tra tentativi ed errori, vengono simulate al computer quantistico. Tecnicamente si dice ab initio: un po’ come nell’antica alchimia, partiamo dai singoli atomi e li mettiamo insieme in modi nuovi per inventare molecole che prima non esistevano. Lo facciamo con i computer quantistici perché le molecole sono sistemi quantistici. Il mio sogno? Costruire un Istituto a Mazara del Vallo, con ricerca e anche un lido perché a Mazara del Vallo c’è un mare bellissimo, dove i fisici vengano ospitati gratuitamente e al tempo stesso si danno da fare: chi gestendo la cassa, chi il bar, chi fa il bagnino. Così chi arriva può parlare in inglese di fisica quantistica, proprio mentre fa il bagno”.

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Il computer quantistico può risolvere problemi che nessun supercomputer al mondo può fare. La scienziata traccia il punto sullo sviluppo attuale: “Siamo in quello che si può definire un inflection point – ha concluso – abbiamo macchine che iniziano a dimostrare il vantaggio quantistico, facendo cose che nessun computer tradizionale è in grado di fare”.

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