Un dato sconfortante, relativo alla Sicilia, emerge dall’indagine dell’Associazione Luca Coscioni sull’attuazione del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba): nessuno dei nove capoluoghi siciliani ha realizzato concretamente il piano. I progetti sono in corso di realizzazione in alcune città, in altre non ci sono dati disponibili visto che le amministrazioni nulla hanno comunicato in merito.
L’obiettivo è raggiungere una soglia ottimale di fruibilità degli edifici per tutti
I piani di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) sono strumenti in grado di monitorare, progettare e pianificare gli interventi finalizzati al raggiungimento di una soglia ottimale di fruibilità degli edifici per tutti i cittadini. Sono stati previsti 40 anni fa dalla legge 41/1986 e, con la legge 104/1992, ne è stata stabilita l’estensione agli spazi urbani, quale modalità per monitorare e superare le barriere architettoniche insistenti sul territorio. I Peba, in sostanza, devono rilevare e classificare secondo una scala di priorità le barriere architettoniche presenti su un territorio.
Il piano individua anche le proposte progettuali di massima per l’eliminazione delle barriere presenti e fare la stima dei costi: oltre ad essere strumenti di monitoraggio, i Peba illustrano la pianificazione ed il coordinamento sugli interventi per l’accessibilità poiché comportano una previsione del tipo di soluzione da apportare per ciascuna barriera rilevata, i relativi costi, la priorità di intervento. La legge prevede che i Comuni italiani, in quanto amministrazioni pubbliche, se ne debbano dotare. Di norma, l’approvazione del Peba è oggetto di una delibera del Consiglio comunale ed è contenuto nella sezione dell’Amministrazione trasparente (o come Provvedimento o come strumento di Pianificazione del Governo del Territorio).
Nonostante la legge del 1986 imponga un obbligo per le amministrazioni comunali, non tutti i comuni italiani si sono dotati del Piano.
Peba, i numeri in Italia e in Sicilia
Secondo i numeri aggiornati al mese di luglio, sui 118 Comuni italiani capoluogo solo 45, il 38%, hanno approvato il Piano con delibera del Consiglio comunale. Altri 17 si sono fermati a una delibera di giunta o a strumenti alternativi, 22 lo stanno redigendo e per 34 non risultano informazioni o piani predisposti. Guardando all’insieme degli oltre 8mila Comuni italiani la quota di chi si è davvero dotato di un Peba sale intorno al 15%.
In Sicilia lo stato dell’arte non è affatto confortante: a Palermo, Catania, Messina, Agrigento, Caltanissetta è in corso di realizzazione; in quattro città non si hanno informazioni sullo stato (Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani).





















