Un connubio che può sembrare insolito, quello fra cibo e musica, è in realtà più pertinente di quanto si possa pensare. Come spiega infatti la Fondazione Taormina Arte, lo spettacolo può trasformare in racconto la forza evocativa della musica e del cibo, che si incontreranno sulla scena nella produzione “Bellini alla Norma – Un concerto da gustare”, nata da una proposta della direttrice artistica Simona Celi e capace di mettere in dialogo due patrimoni culturali immateriali dell’UNESCO.
Lo spettacolo sarà in scena domenica 20 settembre alle 21 al Teatro Sangiorgi di Catania, nell’ambito della VI edizione del Bellini International Context, promosso dalla Regione Siciliana attraverso l’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, con il coordinamento del Teatro Massimo Bellini di Catania.
Quanto cibo c’è nella storia della musica?
Tutto parte da una domanda: “Quanto cibo c’è nella storia della musica?”. Per rispondere, una prima assoluta unisce musica jazz, lirica, teatro e racconto. In scena Danilo Rea al pianoforte, con una performance che mescolerà jazz e lirica, e Cesare Bocci, attore e narratore che riavvolgerà i fili del discorso che lega musica e cibo.
Il cibo farà infatti da filo conduttore tra drammaturgia e vita dei compositori. Tra cene, gala e passioni culinarie, il racconto svelerà il rapporto con la tavola di grandi autori della storia della musica, come Gioachino Rossini, celebre anche per il suo amore per la buona cucina.
Da Bellini alla pasta alla Norma
Il viaggio gastronomico e musicale conduce poi a Vincenzo Bellini e alla pasta alla Norma. Il celebre piatto della tradizione siciliana è infatti legato, secondo la tradizione, all’esclamazione attribuita a Nino Martoglio: “Chista è ’na vera Norma”, con un chiaro riferimento all’opera del compositore catanese.
Un legame tra musica, identità e gastronomia che diventa così il cuore di uno spettacolo ricco di sorprese, performance e video immersivi. La regia è affidata a Cristian Taraborrelli, la scrittura a Lilla Picciotto, la video art a Fabio Massimo Iaquone, la consulenza storico-musicale a Ottavio Sbragia, il light design a Massimo Tomasino, i costumi ad Angela Buscemi e gli arrangiamenti musicali a Marcello Sirignano.
















