sabato | 25 Maggio | 2024
Antonella Rizzuto
Antonella Rizzuto
Giornalista professionista dal 2014, mamma di due bimbi meravigliosi, super appassionata di sport e di tutto ciò che è movimento, adoro gli animali e soprattutto il mio labrador León. Ambiziosa e testarda, adoro viaggiare e conoscere persone nuove che mi possano arricchire sotto diversi punti di vista. Adoro scrivere e raccontare storie particolari. Il mio mood giornaliero è "sorridi sempre e cerca di rinascere anche quando la vita ti mette a dura prova".

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Cannolo di Piana degli Albanesi, storia e ricetta del dolce siciliano tra i più celebri al mondo

Cannolo di Piana degli Albanesi, una tradizione secolare: ci sono diverse leggende sulle sue origini, ma quel che è certo è che tuttora viene celebrato

Antonella Rizzuto
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Giornalista professionista dal 2014, mamma di due bimbi meravigliosi, super appassionata di sport e di tutto ciò che è movimento, adoro gli animali e soprattutto il mio labrador León. Ambiziosa e testarda, adoro viaggiare e conoscere persone nuove che mi possano arricchire sotto diversi punti di vista. Adoro scrivere e raccontare storie particolari. Il mio mood giornaliero è "sorridi sempre e cerca di rinascere anche quando la vita ti mette a dura prova".

Addolcisce il palato e dona una sensazione di piacere e di felicità. È sua maestà il cannolo siciliano. Un dolce conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Per i più golosi, basta assaggiarne un pezzetto per raggiungere la pace dei sensi. Ogni morso è un secolo di storia, un ponte tra passato e presente. La sua cialda, o meglio nota come scorza, è croccante e saporita. Al suo interno un ripieno di ricotta dolce e cremosa arricchita da gocce di cioccolato o canditi (versione alternativa), mescolata con aroma di vaniglia e cannella, o soltanto uno dei due.

Il cannolo siciliano viene prodotto in tutta l’Isola: da Dattilo a Palermo, passando per Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela, ma anche a Noto, Siracusa, Catania. Almeno una volta nella vita, a tutti i siciliani sarà capitato di mangiarlo e di gustarne la bontà che l’ha portato a entrare a pieno titolo nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

La storia del cannolo siciliano

Il termine “cannolo” deriva da canna, in quanto originariamente per creare questa forma si utilizzavano le canne di fiume. Secondo una diffusa tradizione, il dolce deve il proprio nome a uno scherzo carnevalesco che consisteva nel far fuoriuscire dal cannolo la crema di ricotta al posto dell’acqua. Sono però diverse le leggende che raccontano la storia della creazione del cannolo siciliano. Tutte concordano sul fatto che la sua produzione provenga da Caltanissetta.

Quando la città siciliana era sotto la dominazione araba vi erano numerosi harem. Si narra che il cannolo siciliano potrebbe essere stato creato dalle concubine del governatore che vivevano nel Castello delle Donne. Durante le lunghe assenze dei propri consorti, le donne si dedicavano alla preparazione di cibi e dolci e, sempre secondo la tradizione tramandata, avrebbero dunque modificato un dolce arabo già esistente, fatto di ricotta, mandorle e miele.

Originariamente il cannolo era a forma di banana probabilmente per celebrare le “doti” del sultano. Successivamente con la fine del dominio arabo in Sicilia, gli harem scomparvero e non è da escludere che qualche donna musulmana, convertita alla fede cristiana, si sia ritirata nei monasteri, portando con sé le ricette elaborate per le corti degli emiri. Quindi secondo la tradizione quella del cannolo siciliano fu una delle ricette tramandate dalle donne musulmane alle consorelle cristiane.

Un’altra leggenda, invece, racconta che la creazione del cannolo siciliano sia da attribuire ad alcune suore che, in occasione del carnevale, prepararono un dolce ripieno di ricotta, gocce di cioccolato e granella di mandorle.

Secondo un’altra leggenda, infine, le origini del cannolo siciliano potrebbero risalire persino al 70 a.C., ai tempi di Cicerone, il quale durante un suo viaggio in Sicilia rimase del tutto incantato da quello che fu descritto come “Tubus farinarius dulcissimo edulio ex lacte fartus”. Si trattava, infatti, di un “tubo” di farina riempito da crema di latte. Le fonti, tuttavia, non sono sufficienti per affermare con certezza che si trattasse di un cannolo. 

Piana degli Albanesi, luogo simbolo del cannolo: la ricetta

In Sicilia, uno dei luoghi simbolo della produzione del cannolo è Piana degli Albanesi, comune in provincia di Palermo, di tradizione arbëreshe. Ciò che differenzia quest’ultimo dagli altri è il ripieno. Il classico è a base di ricotta, zucchero e vaniglia, mentre quello in questione può contenere ingredienti aggiuntivi come le gocce di cioccolato.

Per un cannolo da leccarsi i baffi, è fondamentale preparare un’ottima scorza, ovvero la parte croccante che contiene il ripieno. Per questa, si formano piccoli dischi di pasta fatta di farina di grano tenero, strutto grezzo, zucchero e vino rosato che vengono arrotolati su piccoli tubi di metallo e poi fritti, tradizionalmente nello strutto. C’è invece chi usa il Marsala o il Brandy. Prima delle moderne leggi in materia d’igiene, la pasta veniva arrotolata su piccoli cilindri ottenuti ritagliando normali canne di fiume, che diedero così il nome al dolce, oggi invece sono in acciaio. Il colore della scorza è leggermente scuro con bolle in evidenza.

Secondo la ricetta del cannolo il ripieno tradizionale consiste di ricotta di pecora setacciata con zucchero e miele. A questo vengono poi aggiunti canditi e le gocce di cioccolato. Infine il dolce viene spolverato di zucchero a velo. I cannoli vanno riempiti al momento di mangiarli perché, con il passare del tempo, l’umidità della ricotta viene assorbita dalla cialda facendole perdere la sua croccantezza. Per evitare questo inconveniente, alcuni pasticcieri rivestono la superficie interna del cannolo con cioccolato fuso: in questo modo, l’involucro rimane croccante per più tempo.

La sagra del cannolo siciliano

Proprio per la grande importanza che riveste il cannolo siciliano e per la sua lunga tradizione, dopo dodici anni, tornerà la Sagra del Cannolo a Piana degli Albanesi, che è in programma sabato 11 e domenica 12 maggio. Sarà un vero e proprio Cannolo Expo con la presenza delle pasticcerie Bar Elena, Extra Bar, Antico Bar Sport di Piana e Caffè del Corso dei Fratelli Biscari e Soul Caffè di Santa Cristina Gela. Inoltre, ci saranno numerosi stand con eccellenze culinarie sia locali che regionali, ed anche espositori di artigianato.

Durante i due giorni i partecipanti avranno l’opportunità di visitare gratuitamente tantissimi luoghi d’interesse artistico e monumentale di Piana degli Albanesi come la Villa Comunale, la Cattedrale, le Chiese. Spazio anche al cooking show con i maestri della pasticceria siciliana come Giovanni Cappello, Giovanni La Rosa, il giovane Fabrizio Cannone e lo chef Mario Ciulla che per l’occasione preparerà un cannolo rivisitato. Non mancherà la sfida culinaria “Il Man VS Cannoli” dove i partecipanti della sagra proveranno a mangiare nel minor tempo possibile un cannolo di due chili e mezzo. 

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