giovedì | 18 Luglio | 2024
MARCO PETROLITO
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A contraddistinguermi è la passione per la musica e l'arte. Ma amo anche viaggiare ed il buon cibo. E vivo di sport. Giornalista da quasi 20 anni per provare a raccontare e a trasmettere, con la scrittura, le emozioni legate al mio mondo.

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Catacombe in Sicilia: gli emozionanti “viaggi” sotterranei alla scoperta della storia cristiana

Le catacombe in Sicilia sono dei percorsi sotterranei che attraggono abitanti locali e turisti, curiosi di scoprire la millenaria storia che si cela al loro interno

MARCO PETROLITO
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Quali sono le catacombe in Sicilia più interessanti da visitare? I percorsi sotterranei più belli partono dal versante orientale e finiscono dall’altra parte dell’Isola, unendo le città di Siracusa e Palermo. Alcune di esse sono aperte a pubblico tutto l’anno mentre altre possono essere visitate solo su richiesta. Andiamo a scoprire ogni dettaglio su questo mondo.

La catacombe di Vigna Cassia, San Giovanni e Santa Lucia a Siracusa

Il viaggio tra le catacombe in Sicilia inizia dall’antichissimo cimitero di Vigna Cassia, che si trova a Siracusa, nella zona di via Von Platen, ed è chiamato così perché al di sopra di essa sorgeva un vigneto. È suddiviso in tre regioni, Santa Maria di Gesù, Maggiore e Marcia: le prime due risalgono al III secolo, l’ultima, invece, si riferisce al IV secolo. A conferma di tali datazioni vi sono le modalità di reimpiego delle preesistenze idrauliche nelle prime due regioni, mentre, per il nucleo genetico del cimitero Maggiore, viene confermato dal rinvenimento di un gruzzolo di monete emesse sotto gli imperatori Gallieno e Claudio II il Gotico.

Meritano una menzione, all’interno del sito, le pitture di uno degli ipogei della platea che sovrasta il cimitero, dove si trova un soggetto figurativo cristiano nel quale si distinguono due momenti della trilogia di Giona, Daniele nella fossa dei leoni e la resurrezione di Lazzaro. La catacomba di Vigna Cassia, attualmentee, può essere visitata solo su prenotazione e con delle guide tramite l’associazione Kairos.

vigna cassia - Be Sicily Mag

Il più grande cimitero comunitario realizzato a Siracusa dopo la Pace della Chiesa è quello di San Giovanni, che, grazie ad una ricca documentazione epigrafica, fornisce un quadro generale del cristianesimo nella città aretusea. Le catacombe di San Giovanni sono famose, secondo la tradizione, per aver ospitato nell’adiacente cripta di San Marziano, primo vescovo di Siracusa, l’apostolo Paolo, il quale avrebbe predicato ai primi cristiani d’occidente. Dall’impianto monumentale è evidente come la catacomba sia nata dopo il 313.

La sua esistenza ed il suo utilizzo è andato avanti anche nei secoli IV e V, mentre nei primi decenni del VI secolo si segnalano delle iscrizioni relative a Goti. Il cimitero comunitario sembra progettato in funzione di un tipo esclusivo di sepoltura, a deposizione multipla. Nello sviluppo architettonico della catacomba, tuttavia, una serie di “rotonde” rompono le sepolture standardizzate per dar vita a degli spazi riservati ai rappresentanti della gerarchia e a quelli della Chiesa e dell’Impero. Sono situate nel zona di Akradina, vicino al sepolcro di san Marziano. La galleria principale è ricavata da un antico acquedotto greco, le cui tracce sono visibili sulla volta.

Inoltre dalla galleria si può accedere alle cinque tombe dei martiri, zone più grandi e chiamate di Eusebio, di Adelfia, di Antiochia, delle Sette Vergini e Anonima. Il luogo, recentemente oggetto di nuovi studi, è stato rivalutato sotto tanti punti di vista e consente di effettuare delle visite molto particolari grazie a vari eventi organizzati di frequente.

siracusa san giovanni - Be Sicily Mag

L’area funeraria sottostante l’attuale piazza Santa Lucia (da cui prende il nome la relativa catacomba), alla Borgata di Siracusa, è invece stata arricchita di recente da nuovi ed originali percorsi di visita. È costituita da un cimitero di comunità e da alcuni ipogei ed è ascrivibile ai secoli III, IV e V. Il complesso è suddiviso in quattro regioni collegate da gallerie riecheggiando i prototipi romani, dalla topografia dei due nuclei iniziali fino alle trasformazioni di alcuni settori (prima riservati alle sepolture privilegiate) in aree di culto dell’età bizantina.

Quella di Santa Lucia è una delle catacombe visitabili solo su richiesta ed è anche questo il motivo che spiega il successo dei percorsi organizzati da Kairo, come quello Dal buio alla Luce”, che permette di scoprire i segreti di una delle opere più affascinanti di Caravaggio, “Il seppellimento di Santa Lucia”. I visitatori possono andare alla scoperta dei luoghi in cui fu sepolta Santa Lucia, e, grazie a delle torce, leggere i segni sulla superficie ruvida della pietra. È possibile inoltre vedere l’ombra trasformarsi in luce attraverso le pennellate impresse sulla tela di Caravaggio che si trova nella basilica di Santa Lucia al Sepolcro.

catacombe siracusa - Be Sicily Mag

Le catacombe di Porta d’Ossuna a Palermo e quella di Villagrazia a Carini

Quello di Porta d’Ossuna, a Palermo, rappresenta il più vasto cimitero comunitario paleocristiano della città. A differenza degli altri complessi dello stesso genere presenti in Sicilia, è caratterizzato da un’organica distribuzione degli spazi, da ampi ambulacri ma anche da splendidi cubicoli di dimensioni monumentali. In uno di questi vi è una struttura che era destinata originariamente allo svolgimento dei banchetti funerari. La datazione della catacomba oscilla tra il IV e il V secolo grazie alle testimonianze della presenza di una comunità cristiana ben organizzata sviluppatasi a Palermo prima della dominazione dei Goti.

La catacomba di Porta d’Ossuna a Palermo viene frequentemente accostata alla leggenda dei Beati Paoli, in quanto Luigi Natoli, autore dell’omonimo romanzo, la menziona diverse volte ambientando al suo interno alcuni momenti del racconto. Alla scoperta nel XVIII secolo fu rinvenuta un’iscrizione funeraria per una bambina, oggi conservata al Museo Archeologico Regionale “Antonio Salinas”. La struttura somiglia molto alle catacombe di Siracusa anche e risale al IV-V secolo. Le visite all’interno del sito durano 40 minuti e possono essere effettuate il mercoledì ed il venerdì dalle 10 alle 13, il giovedì ed il sabato dalle 15 alle 18, e, infine, la domenica dalle 16 alle 20.

catacombe di carini - Be Sicily Mag

Con la sua estensione di oltre 2500 metri quadrati, la splendida catacomba paleocristiana di Villagrazia di Carini, che è stata riportata in vita grazie ad un moderno lavoro di allestimento museale, si prospetta come un interessantissimo viaggio, attraverso la cultura romana e la religione cristiana, nella Carini sotterranea oltre che nella Sicilia del V secolo dC. Il cimitero serviva l’antico centro di Hyccara (Carini romana) ed è datato IV secolo dC. La fertilità del territorio ricco d’acqua ne determinò  lo sfruttamento dall’età tardoantica fino all’alto medioevo, tanto da divenire nel VI secolo la sede di una diocesi rurale ricordata nelle epistole di papa Gregorio Magno.

La suggestiva catacomba, le cui pareti si conservano in maniera praticamente perfetta contenendo delle scene di vita quotidiana ed un repertorio iconografico appartenente alla piena tradizione romana, è aperta al pubblico tutte le domeniche, su prenotazione, dalle 16 alle 20. Orari, questi, che sono in vigore da giugno fino a settembre. Da novembre a maggio, invece, la catacomba sarà aperta sempre la domenica ma dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. La visita, che si snoda attraverso gallerie e cubicoli, si svolge in circa un’ora ed è guidata dagli archeologi della cooperativa “ArcheOfficina”.

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