lunedì | 15 Luglio | 2024
MARCO PETROLITO
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A contraddistinguermi è la passione per la musica e l'arte. Ma amo anche viaggiare ed il buon cibo. E vivo di sport. Giornalista da quasi 20 anni per provare a raccontare e a trasmettere, con la scrittura, le emozioni legate al mio mondo.

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Melluzzo e l’oro agli Europei: “La notte più bella della mia vita”. Il ruolo di famiglia e mental coach

La medaglia d’oro conquistata nella staffetta 4x100 agli Europei di atletica di Roma da Matteo Melluzzo lancia il velocista siracusano verso nuovi traguardi, per un futuro che è tutto da scoprire e può davvero essere ricco di grandi successi

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Matteo Melluzzo, ventunenne siracusano che mercoledì scorso, con una frazione da incorniciare, ha consentito all’Italia di vincere la staffetta 4×100 metri piani agli Europei di atletica di Roma, racconta la sua impresa a BE Sicily Mag e guarda subito avanti: “È stata la notte più bella della mia vita”, ha tenuto a sottolineare dopo aver realizzato quello che per lui rappresentava un vero e proprio sogno. “Aspettavo quello che poteva essere il mio momento e sono davvero felicissimo, ma devo lavorare ancora tanto per continuare a fare bene e per correre anche a Parigi”. I prossimi impegni, per Matteo, saranno rappresentati da un meeting in programma a Madrid, e poi, a fine mese, dai campionati italiani. Anche se il sogno era e rimane, per l’appunto, quello di partecipare alle olimpiadi parigine.

La finale della staffetta culminata con l’oro di Matteo Melluzzo

Smaltita la delusione iniziale dei 100 metri, in cui proprio agli Europei di Roma è stato tra i protagonisti delle batterie prima di mancare l’accesso alla finale per una serie di circostanze sfortunate (aveva fatto segnare un ufficioso 10.12, poi l’annullamento della gara ed infine il sopraggiungere dei crampi), l’atleta siracusano si è rifatto con gli interessi. Nell’attesissima finale dei 4×100 Melluzzo era stato scelto come primo frazionista ed è partito come meglio non avrebbe potuto, interpretando la gara con grandissima personalità: 10.45 è stato il tempo della sua frazione con una reazione di 0.145. Ottimo e puntuale è stato anche il passaggio del testimone a Jacobs, che ha poi dato il necessario “boost” per affrontare un finale di gara da protagonisti con Patta e Tortu. 37.82 è stato il tempo finale della staffetta azzurra, valso l’oro.

Ad omaggiare l’atleta siracusano, al termine delle gare, oltre a tantissimi amici, c’era anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale lo ha applaudito a lungo e si è complimentato personalmente con lui per aver regalato una grande ed indimenticabile emozione agli italiani.

melluzzo mattarella - Be Sicily Mag
Matteo Melluzzo con Sergio Mattarella

Chi è Matteo Melluzzo: dal judo al salto in lungo, fino alla corsa

Nato a Siracusa il 29 luglio del 2002 e alto un metro e 87 centimetri per 78 chili, il velocista aretuseo Matteo Melluzzo ha iniziato con l’atletica all’età di 8 anni, nel 2010. In precedenza aveva fatto judo. I suoi primi passi, seguendo degli amici allenati nella città di origine da Luisa Celesia, sono stati compiuti facendo delle prove multiple e nel salto in lungo (con Selene e Milone) prima di passare, sotto la guida tecnica del papà Gianni, alla velocità. Disciplina, quest’ultima, che lo ha subito valorizzato e lanciato in alto.

Fin dall’inizio, infatti, Matteo si è messo in grande evidenza e già nel 2019 ha sfiorato la migliore prestazione nazionale allievi nei 60 indoor (6.81) ed ha corso in 10.48 nei 100 all’aperto conquistando l’argento al Festival olimpico della gioventù europea di Baku. È sceso fino a 10.25 sui 100 metri nel 2021 per diventare il secondo “under 20” italiano di sempre alle spalle di Filippo Tortu, prima della vittoria di due bronzi agli Europei juniores (100 e 4×100).

Nel 2023 ha conquistato il titolo europeo “under 23” con la 4×100 azzurra e in autunno ha iniziato a farsi seguire da Filippo Di Mulo a Catania, per tornare a migliorarsi nel 2024 correndo i 100 in 10.13 (tempo che gli ha consentito di gareggiare agli europei). Ma Matteo, che attualmente è in forza al gruppo sportivo Fiamme gialle, ha saputo tirare fuori il meglio di sè proprio nel momento più importante, supportato da una squadra forte e da una classe immensa che lo ha sostenuto lanciandolo verso il successo finora più importante della carriera. 

Il mental coach Luca Cianci svela le chiavi del successo di Matteo Melluzzo

Ad affiancare Matteo Melluzzo nella splendida avventura che lo ha portato fino all’oro di Roma, sostenendolo da vicino insieme allo staff e alla famiglia composta da papà Gianni, mamma Nadia e la sorella Elena, c’è stata sempre una figura di grande rilievo (e che negli ultimi anni, anche nello sport, si sta rivelando fondamentale), quella del mental coach. Nel caso specifico si tratta dell’esperto psicologo dello sport Luca Cianci, che lavora col velocista siracusano ormai da due anni e mezzo.

“Abbiamo iniziato insieme questo percorso ed acquisito la fiducia necessaria ad instaurare una relazione che poi ci avrebbe consentito di spostare il focus sul suo benessere e sugli aspetti prettamente personali. Dallo scorso settembre fino a febbraio del 2024 abbiamo intensificato le sedute suddividendole in tre tematiche: quella motivazionale, quella del mindfullness e quella legata all’attivazione neuromuscolare”, ha spiegato Luca Cianci a BE Sicily Mag.

matteo melluzzo mental coach - Be Sicily Mag
Matteo Melluzzo con il mental coach Luca Cianci

C’è però anche molto altro dietro all’oro agli Europei di atletica. “Uno dei desideri di Matteo in vista di Roma era quello di avere attorno a sé la sua famiglia, risorsa importantissima per ogni atleta. E l’avventura è così iniziata con un clima positivo e di grande fiducia attorno a lui. Nonostante la delusione della gara dei 100, ha avuto la capacità di voltare pagina e pianificare immediatamente l’obiettivo successivo facendosi trovare pronto per la staffetta. La resilienza ed il saper gestire l’errore così come i momenti difficili voltando subito pagina, ha rappresentato una delle chiavi del nostro successo. Anche per me, ovviamente, è stata un’esperienza unica condivisa insieme allo staff e che non pensavamo potesse finire così brillantemente”, ha concluso.

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