Save the Children da anni segue la situazione dei quartieri delle principali città italiane con problematiche relative a degrado e abbandono scolastico. Tra questi anche quelli siciliani, in cui il quadro della situazione preoccupa associazioni e cittadini.
A Palermo e a Catania infatti un giovane su due di età tra i 15 e 29 anni non studia e non lavora. Alla luce di questi numeri, Save the Children torna a chiedere interventi strutturali e risorse stabili per contrastare le disuguaglianze educative e sociali, a partire dall’introduzione di una legge che istituisca spazi socio-educativi permanenti nelle aree più vulnerabili del Paese.
I dati in Sicilia
A Palermo sono oltre 14 mila i minori residenti in contesti fragili, pari al 13,2% della popolazione tra 0 e 17 anni. A Catania sono 6.887, il 13,5% del totale, mentre a Messina 2.905, pari all’8,8%. Le aree individuate dall’Istat come vulnerabili sono 14 a Palermo, 7 a Catania e 3 a Messina. In questi quartieri il tasso di povertà relativa delle famiglie raggiunge il 63,8% a Palermo, il 68,1% a Catania e il 48,8% a Messina.
A preoccupare sono soprattutto i dati legati alla dispersione scolastica e alle difficoltà nel percorso educativo. Tra gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, il 17,8% a Palermo ha abbandonato gli studi o ripetuto l’anno scolastico, contro una media cittadina dell’8,8%. A Catania la percentuale è del 15,7% rispetto all’8,7% comunale, mentre a Messina si attesta al 10,9% contro il 6%. Anche il fenomeno della dispersione implicita risulta elevato: riguarda il 23,6% degli studenti dell’ultimo anno delle medie a Palermo, il 21,8% a Catania e il 19,3% a Messina.
Mense scolastiche e giovani Neet
L’analisi di Save the Children evidenzia inoltre forti criticità nell’accesso ai servizi educativi e nelle opportunità per i giovani: da qui il fenomeno dei Neet – ovvero di quei giovani che non studiano e non lavorano -. Nelle scuole situate all’interno o in prossimità delle aree fragili, il tasso di ripetenza nella secondaria di primo grado supera nettamente le medie comunali: a Palermo riguarda il 2,7% degli studenti contro l’1,5% cittadino, a Catania il 3,9% contro l’1,1%, mentre a Messina raggiunge il 6,2% rispetto all’1,3% della media del Comune. Restano significative anche le differenze nell’accesso alle mense scolastiche: a Palermo ne usufruisce soltanto il 10,4% degli alunni delle scuole primarie nelle aree vulnerabili, a Catania il 21,7% e a Messina il 19,4%.
Particolarmente critico il dato relativo ai giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano. Nelle zone fragili di Palermo la percentuale dei Neet raggiunge il 55,5%, contro una media comunale del 32,2%, a Catania sale al 57% rispetto al 34,8% cittadino, mentre a Messina si attesta al 39,7% contro il 28%.

















