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Gibellina su National Geographic: il reportage sulla Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026

“La nuova capitale italiana dell’arte contemporanea è Gibellina”, recita l’articolo della rivista, ripercorrendo poi il dossier “Portami il Futuro”

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Il National Geographic ha dedicato un prestigioso reportage a Gibellina, risaltando l’arte contemporanea presente nella cittadina siciliana. “La nuova capitale italiana dell’arte contemporanea”, recita l’articolo della rivista. Del resto, Gibellina è il Comune vincitore della selezione per la Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026, con il dossier “Portami il Futuro”, un progetto ambizioso che si svilupperà attraverso iniziative legate all’arte e alla creatività contemporanea, dalla progettazione culturale alla rigenerazione urbana, al restauro e soprattutto alla costruzione di una visione sul futuro che sappia tener conto della bellezza come valore condiviso e rigenerante.

Le quattro aree tematiche del programma di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026

Il programma artistico è pensato attraverso l’individuazione di quattro aree tematiche: Armonie del Contemporaneo, che individua e attiva processi di comunità e di partecipazione attraverso il contributo di artisti contemporanei; Memorie dal Futuro, interamente rivolta ai giovani ed alle progettualità legate allo sviluppo a base culturale e partecipativo; Eredità, dedicata a tutti i progetti e processi già storicizzati, e tuttavia fondamentali per mantenere la memoria dei luoghi e dei suoi attraversamenti e poter reinterpretare il presente a partire dalle eredità materiali ed immateriali dell’arte contemporanea; Reti Contemporanee, che attiva i progetti di rete e reti istituzionali nell’ambito delle arti contemporanee che vedono in Gibellina il centro di un’indagine sull’arte in riferimento al contesto storico del sistema paese per intero.

Pittori, fotografi e altre menti creative per rendere omaggio al passato turbolento e allo spirito resiliente del paese

Il comune in provincia di Trapani ha riunito pittori, fotografi e altre menti creative per rendere omaggio al passato turbolento e allo spirito resiliente del paese. Rossana Taormina espone le sue opere nell’ambito del programma dedicato all’arte contemporanea. Il museo racconta la storia dei terremoti che nel 1968 devastarono la Valle del Belice, nella Sicilia occidentale, causando la morte di oltre 300 persone e lasciando decine di migliaia di sfollati. Gibellina Vecchia – l’insediamento originario, situato a circa dieci chilometri più a monte, verso est – fu uno dei numerosi centri agricoli ridotti in macerie. Nata nella valle quattro anni dopo il disastro, Rossana ha trascorso l’infanzia in tende provvisorie e insediamenti di lamiera. Molte fotografie di famiglia andarono perdute. “Le rovine nutrivano la mia immaginazione”, racconta: “con gli occhi di una bambina, vi scorgevo la bellezza”. Oggi vive e lavora a Palermo, ma il Belice continua a plasmare tutta la sua attività.

Rossana non è la prima artista a trovare ispirazione dalla tragedia del terremoto. Circa due decenni dopo l’evento, l’indimenticato scultore italiano Alberto Burri trasformò le rovine di Gibellina Vecchia in una vasta opera, nota come “Cretto“. Il Cretto mirava a preservare ciò che era andato perduto, ma anche a voltare pagina. “Mio padre diceva che la bellezza era una necessità, non un lusso”, afferma Antonella Corrao, figlia del compianto Ludovico Corrao, al National Geographic. Corrao fu il sindaco che guidò la creazione di Gibellina Nuova. “Solo l’arte poteva salvare l’anima di Gibellina”, racconta emozionata. Un progetto audace e ambizioso: a cavallo degli gli anni ’70 e ’80, Ludovico Corrao invitò alcuni dei più importanti architetti, scultori e artisti italiani a contribuire a creare Gibellina Nuova.

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Oggi, Gibellina e la valle circostante ospitano oltre 5.000 opere d’arte realizzate da alcuni dei più celebri artisti contemporanei italiani: un numero straordinario per una cittadina di circa 3.600 abitanti. È proprio grazie a questo patrimonio culturale che Gibellina è stata nominata prima Capitale dell’Arte Contemporanea d’Italia per il 2026. Nel corso dell’anno, un programma di mostre, performance e residenze d’artista animerà i suoi edifici suggestivi, alcuni dei quali mai aperti al pubblico in precedenza.

Tra questi spicca il Teatro di Consagra, una struttura imponente a forma di onda, caratterizzata da gigantesche aperture ovali e attraversata da una strada. Progettato dal compianto scultore siciliano Pietro Consagra, è rimasto per decenni un guscio vuoto, privo di palcoscenico e posti a sedere. Ora accoglie i visitatori per la prima volta, trasformato in spazio espositivo.

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