Nel cuore dei Monti Sicani, tra vicoli medievali e chiese barocche, Burgio custodisce un patrimonio che pochi altri borghi al mondo possono vantare: una fonderia di campane che da cinque secoli tramanda un sapere antico, trasformando bronzo e fuoco in strumenti di fede e arte. È qui che la famiglia Virgadamo, oggi rappresentata da Luigi Mulè Cascio, continua un mestiere raro e prezioso, mantenendo vivo il legame tra la Sicilia e il suono che scandisce il tempo delle comunità.
Burgio, la “perla dei Monti Sicani”
Con i suoi 2.600 abitanti, Burgio è un borgo che affonda le radici nella storia medievale della Sicilia. Il suo nome deriva dall’arabo burg, “torre” o “casa di pietra”, a testimonianza delle origini saracene. Nel corso dei secoli ha visto il dominio di Normanni, Peralta, Colonna e Gioeni, fino alla fine del feudalesimo. Passeggiando tra le sue stradine, si respira ancora l’impianto urbanistico medievale, con il Castello dei Peralta e la Chiesa Madre di Sant’Antonio Abate come simboli di un passato che si intreccia con la devozione popolare.
La nascita di una tradizione: la fonderia Virgadamo
L’arte campanaria a Burgio risale al Cinquecento. Documenti storici attestano la fusione di campane già nel 1671, quando la famiglia Arcuri, seguita dai Lo Cascio, diede vita a una tradizione che avrebbe trovato nei Virgadamo i suoi custodi più longevi. Le campane di Burgio hanno accompagnato nei secoli la vita religiosa e civile dell’isola, diventando simbolo sonoro di identità e comunità.

Mario Virgadamo: il maestro che ha fatto la storia
Figura cardine del Novecento, Mario Virgadamo (1914–2003) ha dedicato 73 anni della sua vita alla creazione di campane che oggi risuonano in tutto il mondo. Tra le sue opere spicca la campana ottagonale realizzata per Papa Giovanni Paolo II nel 1993, oggi custodita nella sala Paolo VI in Vaticano. Innovatore e visionario, introdusse anche i primi sistemi di elettrificazione delle campane, mantenendo però intatta la tradizione artigianale che rende uniche le sue opere.
Luigi Mulè Cascio: il futuro nel solco della tradizione
Oggi il testimone è nelle mani di Luigi Mulè Cascio, nipote di Mario, laureato all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Con lui la fonderia unisce saperi antichi e strumenti digitali, introducendo programmi di progettazione che permettono di perfezionare l’acustica delle campane. «Sono cresciuto in fonderia – racconta – ho cercato di unire la tradizione con l’innovazione, per migliorare il suono senza perdere l’anima delle campane». Una missione che guarda al futuro senza mai tradire le radici.

Il processo di creazione di una campana
La nascita di una campana è un viaggio di precisione che può durare anche due o tre mesi: si parte dal disegno del profilo acustico e si arriva all’intonazione finale, passando per fuoco, argilla e bronzo. Ecco le fasi, nell’ordine in cui avvengono in fonderia.
- Progettazione e modellatura del profilo
Si definiscono nota musicale, diametro e spessori in base alla destinazione d’uso. Sul banco di lavoro si traccia il profilo e si prepara l’anima: una struttura interna in mattoni e argilla perfettamente lisciata, che determinerà la “pancia” della campana. L’essiccazione dell’anima deve essere uniforme per evitare microfessure nelle fasi successive. - La “falsa campana” (decorazioni e iscrizioni)
Sull’anima si stende un secondo strato di argilla e si modella la falsa campana, cioè la forma provvisoria che replica dimensioni e curve della campana finita. Qui si applicano fregi, bassorilievi e iscrizioni in cera, insieme agli eventuali elementi ornamentali. Questa fase è cruciale perché trasferisce alla lega fusa ogni dettaglio estetico. - Il mantello (lo stampo esterno)
Si realizza il mantello, la controforma che avvolgerà la falsa campana durante la colata. È composto da impasti d’argilla a granulometria diversa (per resistenza e traspirazione) e viene rinforzato dove necessario. Una volta indurito, il mantello viene sollevato e rimosso per poter eliminare la falsa campana e lasciare lo spazio vuoto che verrà riempito dal bronzo. - Preparazione alla fusione
Anima e mantello vengono ricomposti creando un’unica cavità perfettamente combaciante. Si predispongono canali di colata e sfiati per permettere al bronzo liquido di scorrere e all’aria di fuoriuscire. Nel forno a fiamma riverberata si porta in temperatura la lega di rame rosso e stagno vergine fino alla completa liquefazione. - Colata del bronzo
Il bronzo, ormai fluido, viene versato nello stampo. Il calore scioglie la cera delle decorazioni e il metallo liquido ne occupa il posto, imprimendo alla campana le forme e i fregi. La colata deve essere continua e senza turbolenze per evitare inclusioni e difetti. - Raffreddamento e sformatura
Segue un raffreddamento lento e controllato, fondamentale per la stabilità strutturale e la resa acustica. Quando il metallo si è solidificato, si procede alla sformatura: si rompe il mantello, si libera la campana e si rimuovono con cura i residui di argilla. - Pulitura e controlli
La campana viene ripulita da bave e imperfezioni superficiali, poi controllata visivamente e a percussione per verificare eventuali tensioni o microdifetti. Se necessario, si interviene con piccole correzioni estetiche. - Accordatura (intonazione fine)
È la fase che dà voce alla campana. Con limature millimetriche nei punti chiave si perfeziona l’intonazione e l’equilibrio delle armoniche. L’obiettivo è ottenere un suono pieno, stabile e riconoscibile, coerente con la nota progettata all’inizio.
Una fonderia che è anche museo
Oggi la Fonderia Virgadamo, situata in Piazza Roma a Burgio, è un laboratorio vivo e allo stesso tempo un museo didattico. Ogni anno accoglie centinaia di visitatori e studenti, affascinati dalla magia della fusione del bronzo. Le sue campane continuano a viaggiare nel mondo: da Palermo al Madagascar, dal Venezuela ai piccoli borghi siciliani, ogni rintocco porta con sé un frammento della storia di Burgio.

Burgio e le altre arti: ceramica e tradizioni
Oltre alla fonderia, Burgio è nota per la ceramica policroma, una tradizione che risale al Quattrocento e che ancora oggi si rinnova in botteghe artigiane. Il borgo ospita musei unici come il Museo delle Mummie nel Convento dei Cappuccini e il MUCEB, Museo della Ceramica. La comunità, attraverso associazioni come Prospera Civitas, continua a promuovere eventi e iniziative per valorizzare il proprio patrimonio culturale.
Un’eredità che continua a risuonare
La Fonderia Virgadamo è molto più di un laboratorio: è la memoria vivente di un’arte che unisce fede, tecnica e bellezza. Nel suono delle campane di Burgio vibra l’identità di un popolo e la resilienza di una tradizione che, da cinque secoli, attraversa il tempo per continuare a emozionare. Grazie all’impegno di Luigi Mulè Cascio, il futuro di quest’arte è assicurato: un ponte di bronzo che collega la Sicilia al mondo.
Immagini dal profilo Facebook Fonderia di Campane Virgadamo di Luigi Mule’ Cascio





















