lunedì | 15 Luglio | 2024

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Bagno a mare per bambini e neonati, quando e come farlo in sicurezza: i consigli del pediatra

Il bagno a mare è un momento di svago per il bambino e di scoperta per il neonato, ma è necessario rispettare alcuni accorgimenti per non correre rischi

Le vacanze estive si avvicinano e per molti bambini, ma anche neonati, potrebbe essere arrivato finalmente il momento del bagno a mare, magari proprio il primo della loro vita. È un momento inedito e di conseguenza emozionante, ma allo stesso tempo fonte di molti interrogativi per i genitori. È importante infatti che ciò avvenga in totale sicurezza, facendo attenzione a quelli che possono essere i pericoli per i più piccoli. 

Bagno a mare del neonato, a quanti mesi si ha il via libera

È consigliabile aspettare che il neonato abbia circa 6 mesi o che comunque sia in grado di tenere la testa ben sollevata da solo (a circa 3 mesi) per il primo bagno a mare. È tuttavia necessario prestare grande attenzione agli orari quando si va in spiaggia con bambini molto piccoli. Il via libera è infatti solo per i momenti meno caldi e umidi della giornata, ovvero prima delle 10 e dopo le 17, attuando sempre una corretta fotoprotezione.

Prima del bagno, poi, i genitori dovrebbero assicurarsi che l’acqua sia abbastanza calda, magari facendogli immergere inizialmente solo i piedini. È da evitare, in ogni caso, lo shock dell’immersione improvvisa, in quanto i bambini hanno una termoregolazione diversa dagli adulti. L’approccio deve essere molto graduale, in modo che il piccolo non si spaventi durante il suo primo incontro con il mare. Una buona idea in tal senso è portare in spiaggia una piccola piscina gonfiabile, riempirla e aspettare un po’ per far scaldare l’acqua al sole, quindi immergere il piccolo.

Il bambino non va mai lasciato solo, anche se l’acqua è poca. Dopo il bagnetto al mare, bisogna sciacquarlo con acqua dolce e asciugarlo per bene, perché l’acqua salata così come la pelle umida a contatto con la sabbia possono facilmente irritarlo.

bagno a mare neonato - Be Sicily Mag

Quanto tempo i bambini possono stare in acqua?

Col passare del tempo, i bambini in genere apprezzano sempre di più la possibilità di fare il bagno a mare e di conseguenza vorrebbero trascorrere gran parte del loro tempo in acqua. Gli esperti però sono concordi nel sottolineare che ci sono dei segnali, almeno 3, che evidenziano che è arrivato il momento di uscire: i brividi di freddo, il raggrinzimento della pelle delle dita e la colorazione bluastra delle labbra. 

In ogni caso, è sufficiente che il bambino non sia a proprio agio in acqua oppure semplicemente stanco, per interrompere l’attività. Durante il bagno, ad esempio, possono esserci degli imprevisti che infastidiscono il piccolo. Può succedere ad esempio che ingerisca acqua salata, che è tossica per l’organismo per via del suo alto contenuto di sale e può contenere agenti infettivi che possono causare diversi disturbi, come la gastroenterite. È da precisare che una piccola quantità non dovrebbe creare particolari problemi. In ogni caso, se dovesse accadere, è consigliabile far bere dell’acqua dolce, così da eliminare la quantità di sale contenuta nell’acqua marina.

Anche ingerire la sabbia può comportare dei rischi, legati alla presenza di corpi estranei o a germi e batteri contenuti al suo interno, che possono causare infezioni gastrointestinali. Anche in questo caso, però, dipende tutto dalle quantità.

Bagno a mare dopo mangiato

Tantissimi genitori si domandano se i bambini possono fare il bagno a mare dopo mangiato oppure se bisogna attendere. Non esiste una regola scientifica che indichi quante ore aspettare dopo il pasto, anche perché la digestione avviene in modo diverso a seconda degli alimenti. Se il bambino ha consumato un pasto abbondantissimo costituito da fritture, cibi molto grassi, salse e intingoli, può avere un senso aspettare le famose 3 ore. Se invece il bambino ha mangiato, come dovrebbe essere, un piatto di pasta condita con olio e pomodoro e magari un po’ di pesce o una fettina di carne, può senz’altro entrare in acqua anche subito dopo pranzo. 

In generale durante il periodo estivo è importante bere tanta acqua ed evitare le bevande gassate. Questa è, infatti, la prima regola per evitare l’insorgenza di disidratazione e ‘colpi di calore’. È poi importante mangiare frutta di stagione. A pranzo, soprattutto in spiaggia, vanno preferiti piatti unici e leggeri, che possano sostenere il bambino nelle attività quotidiane senza appesantirlo eccessivamente. Sì al gelato ma non tutti i giorni. Quelli alle creme in particolare non andrebbero consumati più di 2-3 volte a settimana. Il consiglio è di alternarli con ghiaccioli e sorbetti alla frutta.

bambini frutta - Be Sicily Mag

Il rischio di congestione

Erroneamente alcuni genitori pensano che il bagno a mare dopo mangiato sia associato ad un maggiore rischio di congestione, o meglio scientificamente detta sindrome da idrocuzione. Essa si presenta nel momento in cui il bambino, ma anche l’adulto, ha un impatto brusco (specialmente con il viso) con l’acqua fredda. Ciò provoca un violento e transitorio riflesso vagale che riduce drasticamente la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa.

Se questo fenomeno dura più di qualche secondo, si crea un ipoafflusso cerebrale che può portare a perdita di coscienza e dunque ad annegamento. Ciò in mare o in piscina può accadere anche in pochi centimetri di acqua, mentre se accade ad esempio sotto la doccia ovviamente il tutto si risolve positivamente in pochi minuti. È per questo motivi che per evitare il fenomeno sono sufficienti alcuni piccoli accorgimenti: evitare i tuffi e bagnarsi gradualmente prima di entrare in acqua.

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