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Museo Epicentro di Gala: le mattonelle diventano arte

La piccola frazione di Gala, a Barcellona Pozzo di Gotto, Messina, diventa archivio emotivo della storia dell’arte contemporanea. Il progetto di Nino Abbate supera le 900 mattonelle d’autore raccolte da generazioni: tra i grandi nomi Emilio Isgrò, Pietro Consagra, Carla Accardi, Letizia Battaglia, Ernesto Treccani e Giovanni Iudice

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In una piccola frazione dell’entroterra collinare di Barcellona Pozzo di Gotto, comune del messinese, precisamente a Gala a circa 280 metri sopra il livello del mare, affacciato su distese di verde, si trova il Museo Epicentro, uno scrigno d’arte e di memoria che dialoga con il mondo intero, nonostante il silenzio delle istituzioni. Le parole di Bartolo Cattafi incise in una targa all’entrata, danno il benvenuto ai visitatori: Dalla Fonte del Fenomeno – dell’epicentro partono le onde – messaggio circolare – ricevuto e respinto al mittente – dal fronte sordo e compatto delle sponde.

In una teca all’ingresso, un componimento inedito del poeta. Una mail firmata dalla moglie Ada De Alessandri, testimonia il rapporto tra il poeta e il museo: l’inedito ABC, ritrovato dal curatore Diego Bertelli, è sfuggito all’opera omnia Tutte le poesie. Donato da Ada De Alessandri al museo, oggi si trova nella collezione permanente, insieme a tante altre opere importanti.

Museo Epicentro di Gala: le mattonelle diventano arte - Be Sicily Mag - ingrasso Bartolo Cattafi
Ingresso – Bartolo Cattafi

La mattonella come legame e archivio

Fondato nel 1994 per iniziativa dell’artista Nino Abbate, il museo si sviluppa fuori dai grandi circuiti dell’arte contemporanea e costruisce nel tempo una rete culturale internazionale. I luoghi del museo conservano oggi una collezione permanente di arte contemporanea che supera le novecento mattonelle d’autore.

Le mattonelle, nate come semplice supporto edilizio e trasformate qui in manufatto artistico, ricoprono oggi le pareti del museo e restituiscono al visitatore un’esperienza immersiva. E proprio grazie a questo elemento comune, Epicentro ha tracciato una mappa dell’arte italiana contemporanea.

Nel tempo la mattonella è diventata il filo conduttore che lega insieme artisti dai linguaggi differenti: dalle eredità del Futurismo e della stagione di Corrente, passando per l’astrattismo, l’arte concettuale, il Fluxus e la poesia visiva, fino alla Transavanguardia e alle ricerche contemporanee più recenti.

Museo Epicentro di Gala: le mattonelle diventano arte - Be Sicily Mag - interno museo collezione

Si leggono le firme di alcuni dei rappresentanti di queste stagioni artistiche: Emilio Isgrò, Carla Accardi, Pietro Consagra, Ernesto Treccani, Omar Galliani, Achille Perilli, Mirella Bentivoglio. Anche se non mancano artisti che, con quelle visioni, hanno convissuto in modo trasversale. La collezione di Epicentro attraversa anche la grande fotografia italiana d’impegno civile, includendo autori come Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin e Mimmo Jodice.

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Il giardino come spazio narrativo

Il museo stesso può considerarsi un’opera stessa. Murales, memorie, immagini, pietra e poesia che si estendono anche negli spazi esterni, nel cortile e nelle aree circostanti, dove trovano spazio installazioni, memorie ed eventi. Epicentro, infatti, non è solo un museo di opere preziose, ma si configura nel panorama culturale come luogo di incontro e relazione, programmando ogni anno incontri con artisti, presentazioni ed eventi culturali con ingresso libero.

Ampio spazio è dedicato al Giardino di Salva, interamente costruito dall’artista con il supporto della moglie Salva Mostaccio, artista anche lei. Un percorso, anche interiore, costellato da poesie incise su pietra e installazioni, tra il verde delle piante e la melodia del corso d’acqua della piccola fontana costruita dallo stesso artista.

Le sculture in marmo di Nino Abbate non tralasciano mai i grandi temi sociali, come il genocidio di Gaza, e la promozione culturale dei territori. L’ultima sua opera inserita in collezione, infatti, è intitolata a Galla, una nobildonna del luogo, legata all’antica storia di Gala. Salva è mia moglie – spiega Nino Abbate – e il progetto è nato dalla condivisione della nostra arte, non da una dedica personale. Lei scrive poesie e io le riempio di materia”.

Museo Epicentro di Gala: le mattonelle diventano arte - Be Sicily Mag - collezione terzultima foto in basso a destra Letizia Battaglia

Il museo, un archivio emotivo

Il museo nasce da una relazione umana e diretta con gli artisti. Proprio come racconta il nome stesso del luogo, Epicentro: da Gala inizia una grande propulsione artistica che raggiunge diverse personalità nel tempo e nello spazio. Forza, energia, creatività.

“Le relazioni sono fondamentali per costruire memoria culturale – racconta l’artista – abbiamo iniziato dagli artisti siciliani come Emilio Isgrò per poi muoverci al livello internazionale, sempre e solo con i nostri sforzi e la nostra passione. Quando arrivavano le prime opere, ricordo sempre una certa emozione”.

La prima esposizione risale al 1994. Gli archivi contano 25 grandi mostre fino al 2018 con le Esposizioni “Artisti per Epicentro” che hanno ingrandito la collezione. Negli ultimi anni, al museo sono state donate opere di artisti contemporanei, in occasione di eventi dedicati, tra cui Giuseppe Veneziano, Francesco De Grandi, Andrea Di Marco, Antonio Presti (Fiumara d’Arte) e Giovanni Iudice.

“Abbiamo sempre fornito noi le mattonelle agli artisti, e ognuno poteva interpretarle come voleva. Qualcuno l’ha frantumata, qualcuno l’ha tagliata. Erano liberi di fare qualsiasi cosa, però nell’opera doveva esserci sempre un pezzetto della mattonella. Alcuni hanno usato il loro linguaggio già consolidato, altri invece hanno voluto sperimentare. La cosa bella è che questa mattonella è diventata non più un manufatto edilizio, ma un’opera d’arte, come ha detto il critico Renato Barilli. Poi, indicando le opere alle pareti, aggiunge: “Barilli diceva che ogni amatore dell’arte potrebbe realizzare dentro la propria abitazione un pavimento d’arte, scegliendo queste mattonelle”.

L’idea del pavimento d’arte, più volte richiamata da Renato Barilli e dallo stesso Nino Abbate, nasce proprio dalla possibilità di utilizzare le mattonelle come elemento ambientale. Del resto basta entrare negli spazi del museo per cogliere questa sensazione. Il critico osservò inoltre che il valore di Epicentro non risiede soltanto nelle singole opere, ma nel disegno superiore costruito dall’insieme della collezione, dove ogni mattonella diventa parte di una struttura collettiva.

Museo Epicentro di Gala: le mattonelle diventano arte - Be Sicily Mag - Nino Abbate
Nino Abbate

Il dono, cuore del progetto

Le opere del museo sono state tutte donate. Un gesto non secondario. Il dono diventa una forma di partecipazione, di condivisione del progetto e di fiducia. L’episodio raccontato su Carla Accardi diventa emblematico: “Quando la incontrai, era resistente. Ma dopo aver visto la direzione del progetto e gli altri artisti coinvolti dell’astrattismo, come Achille Perilli e Pietro Consagra, inviò lei stessa l’opera al museo. A volte gli artisti sembrano irraggiungibili, ma poi il rapporto umano è fondamentale”.

Anche artisti contemporanei come Giuseppe Veneziano hanno aderito nel tempo al progetto di Epicentro attraverso il dono dell’opera. Nel racconto di Nino Abbate, la consegna della mattonella da parte dell’artista siciliano arriva dopo un lungo dialogo personale, quasi a confermare come il museo si costruisca prima di tutto attraverso relazioni umane e riconoscimento reciproco.

Non sempre gli artisti a cui Nino Abbate chiedeva le mattonelle erano già affermati nel panorama culturale. Lui riuscì a individuarli, per intuizione e sensibilità, prima che incidessero la storia dell’arte. “Quando poi ottennero il giusto riconoscimento internazionale – spiega – per me fu una grande soddisfazione”.

Le relazioni tra Nino Abbate e gli artisti, trovano spazio anche nei carteggi, testimonianze scritte, raccolte in una sua pubblicazione: lettera e cartoline scritte a mano, firme, fotografie, le mail degli ultimi tempi.

Museo Epicentro di Gala: le mattonelle diventano arte - Be Sicily Mag - esterno

Gala, non solo una frazione

Un tema molto presente anche nel racconto di Nino Abbate riguarda la storia di Gala. L’artista racconta il valore storico e culturale del luogo, ricordando il passato legato al monastero basiliano e il ruolo che Gala ebbe nei secoli passati come centro di cultura e spiritualità. Un patrimonio storico progressivamente dimenticato, ed è anche per questo che il museo assume il significato di un tentativo di ricostruzione culturale del territorio, portando avanti un recupero della memoria storica, considerata parte integrante dell’identità del museo.

Il giardino e gli spazi aperti, infatti, diventano anche una forma di continuità con il paesaggio e con l’identità del territorio, come più volta è stato specificato nelle sue pubblicazioni editoriali. Durante l’intervista Nino Abbate ha svelato il suo ultimo libro, che verrà presentato nei prossimi mesi. Un testo che racconta la storia dimenticata della nobildonna Galla, legata alla memoria del luogo.

La resistenza culturale di Epicentro

Difendere questo progetto è stato molto difficile: una follia – come l’ha definita lo stesso artista – che ha dato vita a una grande realtà e che un giorno sarà una testimonianza importante per il futuro.

“Quello di cui mi sono accorto – conclude con una vena di malinconia – è che molte persone non hanno contezza dell’arte contemporanea e quindi non potranno mai comprendere il valore e l’estetica di queste opere”.

Museo Epicentro di Gala: le mattonelle diventano arte - Be Sicily Mag - Cattafi inedito
Inedito di Bartolo Cattafi

Il Museo Epicentro è lontano dai grandi centri di propulsione e comunicazione artistica. “Sarebbe importante che le Amministrazioni si interessassero di questo luogo, più volte ho cercato un loro supporto. Anni fa Sebastiano Tusa, allora Assessore ai beni culturali, capì il valore del progetto. Venne a visitarlo e si era attivato per creare un legame con il Museo Riso di Palermo, portando lì proprio il pavimento d’arte, perché è un’opera che può essere spostata ovunque, ma il progetto svanì con la sua tragica morte”.

“Oggi Epicentro continua a esistere non soltanto come raccolta permanente, ma come luogo di produzione culturale ancora attivo, capace di intrecciare arte contemporanea, memoria del territorio e nuove relazioni artistiche.

Epicentro continua oggi a esistere non soltanto come raccolta permanente, ma come spazio vivo di produzione culturale. Una resistenza, quella di Nino Abbate, attraverso opere, archivi, ricerca e determinazione, costruita sulla bellezza e sul dono.

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